Piazza Affari in rosso, il crollo di Saipem trascina il Ftse Mib sotto i 52mila punti
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Redazione Economia
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La seduta odierna a Piazza Affari si è chiusa in territorio decisamente negativo, con l'indice Ftse Mib che ha archiviato la giornata con un calo dello 0,45%, attestandosi a 51.819 punti. Un risultato che pone la Borsa di Milano in netta controtendenza rispetto al resto d'Europa, dove le principali piazze hanno invece mostrato una tenuta nonostante le turbolenze arrivate dai mercati asiatici, messi in difficoltà dai rinnovati timori sulla tenuta del settore dell'intelligenza artificiale.
Saipem affonda dopo i conti e la revisione della guidance
Il peso maggiore sul listino milanese è stato esercitato senza ombra di dubbio da Saipem, il cui titolo ha subito un crollo verticale con una flessione che ha toccato punte del 7,7% e che si è attestata su livelli di circa l'8% a fine seduta. Una vera e propria débâcle per il colosso dei servizi petroliferi, innescata dalla pubblicazione dei risultati del primo semestre e dalla concomitante revisione al ribasso della guidance per l'intero esercizio.
I conti semestrali di Saipem hanno evidenziato un utile netto adjusted in calo a 131 milioni di euro, rispetto ai 140 milioni dello stesso periodo del 2025, nonostante i ricavi siano cresciuti del 2% a 7,3 miliardi e l'Ebitda adjusted abbia fatto segnare un +9% a 836 milioni.
A pesare sulla redditività, come spiegato dall'amministratore delegato Alessandro Puliti, sono stati circa 70 milioni di euro di extra costi sostenuti per far fronte alle difficoltà logistico-operative in Medio Oriente, una regione resa instabile dal conflitto in corso, e per garantire la sicurezza del personale.
Sebbene gli ordini acquisiti siano cresciuti del 33% a 5,7 miliardi, indicando un solido momentum commerciale, il mercato ha punito la società per la revisione della guidance sull'Ebitda adjusted, ora atteso a 1,75 miliardi di euro, al netto degli extra costi già sostenuti e di una stima di quelli che potrebbero impattare la seconda metà dell'anno. A ciò si aggiunge un contesto di prezzi del greggio in calo, che ha ulteriormente appesantito il titolo.
Il listino: vendite su tecnologia e difesa in controtendenza
L'onda lunga delle vendite non ha risparmiato altri big del listino, in particolare i titoli tecnologici che hanno subito le ripercussioni del sentiment negativo proveniente dall'Asia. Prysmian, leader mondiale nei cavi per energia e telecomunicazioni, ha registrato una perdita significativa di circa il 3,6%, mentre StMicroelectronics (StM), il gigante italo-francese dei semiconduttori, ha lasciato sul terreno circa il 3%.
Un quadro, quello per il comparto tecnologico, reso fragile dalle preoccupazioni circa una possibile bolla nel settore dell'intelligenza artificiale, che hanno già fatto tremare i listini asiatici e gettato un'ombra sui future di Wall Street, con il Nasdaq atteso in territorio negativo. In netto e significativo contrasto con il resto del mercato, il settore della difesa ha invece registrato performance brillanti.
Leonardo ha guidato i rialzi del listino con un progresso del 2,58%, sostenuta dall'attenzione degli investitori sui temi della sicurezza e della spesa militare, e al suo fianco ha tenuto il passo Avio, in rialzo di circa l'1,75%.
Lo scenario macro: petrolio, spread e andamento dell'euro
A completare il quadro di una giornata contrastata, il prezzo del petrolio ha confermato la sua tendenza al ribasso, con il WTI che ha ceduto terreno fino a scendere a 80,93 dollari al barile (-2,02%) e il Brent sotto la soglia di 86 dollari. Un calo che, per alcuni analisti, potrebbe essere stato influenzato anche dalle speranze di una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente, con gli Stati Uniti che hanno dichiarato di essere impegnati in "buoni colloqui" con l'Iran.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco si è mantenuto stabile a 81 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è risalito al 3,93%. Infine, per quanto riguarda le valute, l'euro ha mostrato una lieve flessione nei confronti del dollaro, scambiato a 1,1361 sul biglietto verde, in linea con un momento di respiro per la moneta unica.
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