Piazza Affari chiude in rosso: Ftse Mib giù dello 0,69%, pesano Saipem e i titoli tech
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Redazione Economia
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La seduta di martedì 28 luglio si è rivelata amara per Piazza Affari, che ha chiuso con il segno meno distinguendosi come la peggiore tra le principali Borse europee. Un dato che fotografa una giornata complessa per il mercato azionario italiano, dove l'indice Ftse Mib ha segnato un ribasso dello 0,69%, attestandosi a quota 51.698 punti, in netta controtendenza rispetto alla tenuta mostrata dagli altri listini del Vecchio Continente.
Il peso del petrolio e la crisi dei semiconduttori
I fattori che hanno condizionato l'andamento delle contrattazioni sono molteplici e già emersi nelle sessioni precedenti, a partire dal continuo calo del prezzo del petrolio che sta mettendo sotto pressione l'intero comparto dell'energia. Il Brent si è portato a 84 dollari al barile, mentre il Wti è sceso al di sotto della soglia psicologica degli 80 dollari, generando un effetto domino sulla filiera dell'Oil&Gas che ha visto Saipem letteralmente crollare in Borsa con una flessione del 9%.
Un movimento che ha inevitabilmente trascinato verso il basso anche gli altri titoli legati al settore energetico e che ha contribuito in maniera determinante alla maglia nera del Ftse Mib.
Vendite sui chip e incertezza sull'AI
Allo stesso tempo, prosegue inarrestabile il sell-off globale che sta colpendo i titoli dei semiconduttori, con gli investitori sempre più scettici sulla sostenibilità degli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Un'ondata di vendite che parte dall'Asia, dove SK Hynix ha perso il 13%, per arrivare al Nasdaq e all'Europa, senza risparmiare Piazza Affari dove Stmicroelectronics ha lasciato sul terreno il 3%, mentre Prysmian e l'intero comparto bancario hanno subito pressioni significative.
La situazione è resa ancora più tesa dall'arrivo della stagione delle trimestrali delle big tech statunitensi, con appuntamenti cruciali come quelli di Meta, Microsoft, Apple e Amazon in calendario tra mercoledì e giovedì, eventi che potrebbero fornire indicazioni importanti sulle prospettive future del settore tecnologico e sull'effettiva redditività degli investimenti in intelligenza artificiale.
Lo spread in calo e l'attesa per la Federal Reserve
In questo scenario caratterizzato da forte volatilità, gli operatori tengono d'occhio anche l'andamento dello spread che ha registrato una flessione, pur restando un termometro sensibile della fiducia dei mercati verso i titoli di Stato italiani.
Un altro elemento di attenzione è rappresentato dalla riunione della Federal Reserve, in corso tra martedì e mercoledì, i cui esiti sono attesi con particolare interesse per sondare le future intenzioni della banca centrale americana in materia di politica monetaria e tassi di interesse, un aspetto che potrebbe ulteriormente influenzare gli umori del mercato azionario globale.
Contrariamente alla tendenza generale, alcune blue chip hanno chiuso la giornata in territorio positivo, come Diasorin, Campari, Amplifon, Ferrari, Tisg e Piaggio, dimostrando come la selezione dei titoli rimanga un elemento distintivo in una fase di mercato complessa e ricca di incertezze legate alla congiuntura economica internazionale.
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