Famiglia Blackley, lascia il Regno Unito e gira il mondo con i figli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La famiglia Blackley ha lasciato il Regno Unito, venduto ciò che aveva e scelto di viaggiare per il mondo con due figli piccoli, organizzando la propria vita tra spostamenti, lavoro da remoto e homeschooling. Ryan Blackley, 35 anni, e sua moglie Jess, 34, sono partiti dalla Gran Bretagna per la Thailandia lo scorso febbraio insieme a Noah, di sei anni, e Bodhi, di quattro. La coppia descrive questa scelta come una sorta di pensionamento anticipato: «A 30 anni ci consideriamo in pensione, viaggiamo per il mondo con due valigie e uno zaino ciascuno». Prima di diventare genitori, Ryan e Jess avevano già visitato insieme 27 Paesi e da tempo coltivavano l'idea di lasciare il Regno Unito per continuare a conoscere nuovi Stati.

Quanto spende la famiglia Blackley vivendo in Thailandia

Uno degli elementi centrali della nuova vita della famiglia Blackley riguarda il costo delle spese quotidiane. Nel Regno Unito, tra mutuo, bollette e cibo, la coppia sosteneva uscite mensili indicate in circa 2.286 sterline, equivalenti a circa 2.670 euro. Dopo il trasferimento in Thailandia, la cifra si è ridotta: nelle informazioni riportate viene indicata una spesa mensile di circa 1.800 euro e, in un altro passaggio, una media di 1.800 sterline al mese. Anche il costo giornaliero viene descritto con due valori, circa 60 sterline oppure circa 70 sterline al giorno per tutti e quattro, cifra associata a una spesa di circa 70 euro.

Il cambiamento economico accompagna una trasformazione più ampia delle abitudini familiari. Ryan, Jess e i due bambini sono arrivati a Chiang Mai con due valigie e uno zaino a testa, riducendo quindi i propri averi a ciò che potevano portare con loro durante gli spostamenti. Da lì hanno visitato diverse città della Thailandia, continuando un percorso che non viene presentato come una semplice vacanza, ma come un nuovo modo di organizzare la vita familiare. La coppia racconta di avere lasciato il lavoro a trent'anni e di voler trascorrere più tempo con i figli, mantenendo al tempo stesso la possibilità di muoversi tra Paesi diversi.

Dall'homeschooling al visto: come hanno organizzato la nuova vita

Anche l'educazione dei figli è stata riorganizzata dopo la partenza dal Regno Unito. Noah e Bodhi non frequentano una scuola tradizionale e seguono l'homeschooling con i genitori. Ryan e Jess sostengono che i bambini debbano «godersi la vita ora, non da vecchi» e descrivono il sistema scolastico come «obsoleto», spiegando di avere scelto di occuparsi direttamente del loro percorso educativo. Nella loro esperienza, la nuova organizzazione permette inoltre alla famiglia di trascorrere più tempo insieme. La coppia ha collegato il trasferimento in Thailandia anche alla sensazione di sentirsi più sicura rispetto alla vita precedente.

Il progetto richiede però di gestire anche gli aspetti legati ai permessi di soggiorno. Dopo l'arrivo in Thailandia, la famiglia ha utilizzato inizialmente un visto turistico della durata di 60 giorni. Alla sua scadenza ha lasciato temporaneamente il Paese e ha fatto tappa in Laos per richiedere un permesso quinquennale che consente di soggiornare in Thailandia lavorando da remoto. Questo passaggio ha permesso alla coppia di proseguire il proprio percorso senza tornare stabilmente in Gran Bretagna, mantenendo la Thailandia come punto centrale della nuova organizzazione familiare.

Ryan Blackley sul ritorno nel Regno Unito: «Non credo lo faremo mai»

La decisione di partire arriva dopo anni in cui il viaggio aveva già avuto un ruolo importante nella vita di Ryan e Jess. Prima della nascita dei figli avevano esplorato 27 Paesi e l'idea di lasciare il Regno Unito era quindi maturata su un'esperienza precedente, anche se il trasferimento con Noah e Bodhi ha trasformato quel modo di viaggiare in una scelta familiare stabile. Il passaggio dalla Gran Bretagna alla Thailandia ha coinvolto casa, lavoro, istruzione e gestione delle spese, fino alla vendita dei propri beni e alla partenza con pochi bagagli.

Per Ryan Blackley, il legame con il Regno Unito non sembra destinato a tradursi in un ritorno definitivo. Alla domanda sulla possibilità di tornare a vivere nel Paese, la sua risposta è netta: «Non credo lo faremo mai». La famiglia continua così a spostarsi in Asia con i due bambini, dopo aver costruito una quotidianità fondata su viaggi, homeschooling e lavoro da remoto. La scelta iniziata con la partenza di febbraio ha portato Ryan, Jess, Noah e Bodhi a trasformare un progetto coltivato da tempo in uno stile di vita organizzato attorno agli spostamenti e al tempo trascorso insieme.

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