Linate, 25 anni fa la strage: quattro vittime del Gallaratese tra le 118 persone che persero la vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono trascorsi venticinque anni esatti dall'8 ottobre 2001, il giorno in cui l'aeroporto di Milano-Linate fu teatro del più grave disastro aereo mai verificatosi in Italia. Alle 8.10 del mattino, in condizioni di nebbia fittissima, un Cessna Citation CJ2 privato entrò per errore nella pista principale e venne investito da un McDonnell Douglas MD-87 della Scandinavian Airlines in fase di decollo.

L'impatto non lasciò scampo agli occupanti del velivolo privato e danneggiò irrimediabilmente il quadrigetto di linea, che non riuscì a completare la manovra e si schiantò contro l'edificio adibito allo smistamento bagagli. Le fiamme divampate dopo lo schianto causarono la morte di tutte le 118 persone coinvolte: i passeggeri e l'equipaggio dell'aereo scandinavo, i quattro occupanti del Cessna e quattro addetti al lavoro nel reparto bagagli.

Tra le vittime figuravano anche quattro residenti nel Varesotto, tutti provenienti dall'area del Gallaratese.

Da Samarate arrivavano due ingegneri: Laura Fogliani, di 28 anni, e Roberto Gatti, di 34. C'erano poi Andrea Conte, 23enne di Cassano Magnago, e Luigi Ghiglino, 62enne di Gallarate. Per la cittadina di Samarate la perdita dei due giovani professionisti rappresentò un lutto particolare, tanto che nel luglio 2012 il parco di via Monte Santo, all'angolo con via Locarno, venne intitolato alla memoria delle vittime del disastro aereo, con una cerimonia organizzata in collaborazione con il Comitato 8 Ottobre.

Le cause e il quadro giudiziario

La ricostruzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo individuò una serie di concause all'origine della tragedia. Oltre all'ingresso del Cessna sulla pista errata, contribuirono la nebbia, le carenze nella segnaletica aeroportuale, le lacune nella gestione del traffico a terra, il radar di terra non operativo e i problemi nelle comunicazioni tra l'equipaggio del velivolo privato e la torre di controllo.

Il sistema radar di terra dell'aeroporto risultava fuori uso da tempo, circostanza che impedì alla torre di individuare tempestivamente la posizione errata del Cessna.

Sul piano penale, il processo per disastro aviatorio colposo e omicidio colposo plurimo si è concluso in Cassazione il 20 febbraio 2008 con cinque condanne definitive e due assoluzioni. La pena più alta, sei anni e sei mesi, è stata inflitta all'ex amministratore delegato dell'ENAV, l'Ente italiano di assistenza al volo. Condanne hanno riguardato anche l'ex direttore generale dell'ENAV, il controllore di turno in torre e due dirigenti della SEA, la società che gestisce gli scali milanesi.

Le commemorazioni del venticinquesimo anniversario

Per il venticinquesimo anniversario, le cerimonie di commemorazione si sono svolte nella mattinata dell'8 ottobre presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, dove l'arcivescovo Mario Delpini ha officiato la messa in suffragio. Al termine della celebrazione è stato proiettato un filmato che ripercorre i venticinque anni di attività del Comitato 8 Ottobre, l'organismo costituito dai familiari delle vittime, da sempre impegnato sul fronte della sicurezza del trasporto aereo e dell'assistenza ai congiunti.

Nei giorni precedenti, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva incontrato i familiari delle vittime a Linate, in una cerimonia alla quale era presente anche l'unico sopravvissuto al disastro.

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