Caro carburanti, camion e trattori in protesta: il governo convoca un tavolo
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Redazione Interno
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La protesta contro il caro carburanti ha portato decine di camion, trattori e mezzi agricoli nel centro di Corato, in Puglia, mentre gli autotrasportatori minacciano un fermo nazionale per l'aumento del prezzo del gasolio. La mobilitazione, partita dalle strade provinciali, ha raggiunto il municipio e si inserisce in una serie di blocchi che stanno interessando diverse regioni del Mezzogiorno. Il governo ha risposto convocando un incontro con le rappresentanze del settore per affrontare le richieste delle imprese di trasporto merci.
Il corteo attraversa Corato e raggiunge il municipio
La manifestazione cittadina ha preso il via intorno alle 17 dalla stazione di servizio Ip di via Andria. Una lunga colonna di veicoli pesanti ha percorso l'estramurale e via Aldo Moro, proseguendo fino a piazza Cesare Battisti, davanti alla sede del Comune. Alla protesta hanno partecipato agricoltori e autotrasportatori, accomunati dalle difficoltà provocate dall'aumento dei costi di produzione e di esercizio. Il passaggio dei mezzi lungo le principali arterie urbane ha portato la mobilitazione nel cuore della città, dopo i presidi organizzati nei giorni precedenti sulla viabilità extraurbana.
Le iniziative erano iniziate il 14 ottobre sulla strada provinciale 231, nei pressi della stazione di servizio Gallo, dove si erano radunati trattori e veicoli commerciali. Tra i manifestanti anche produttori olivicoli, preoccupati per la perdita di redditività delle aziende agricole. Antonio Mastrodonato, operatore del settore, ha denunciato la progressiva erosione dei guadagni, sottolineando che le difficoltà economiche non riguardano soltanto l'olivicoltura. L'amministrazione comunale ha invitato i commercianti situati lungo il percorso del corteo ad abbassare simbolicamente le saracinesche in segno di solidarietà con i partecipanti.
Il governo convoca gli autotrasportatori dopo la minaccia di fermo nazionale
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fissato per martedì 27 ottobre, alle ore 16, una riunione presso la sede di Porta Pia, a Roma. Sono stati invitati anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del ministero dell'Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le associazioni del trasporto merci chiedono soprattutto lo sblocco delle risorse stanziate a maggio per compensare l'aumento dei prezzi del diesel, fondi che non sarebbero ancora arrivati alle imprese. Conftrasporto, attraverso il presidente Pasquale Russo, ha sollecitato interventi immediati e ulteriori finanziamenti, segnalando un rincaro del gasolio superiore a 50 centesimi al litro dall'inizio della guerra in Iran.
Le proteste stanno assumendo forme differenti nei territori interessati. In Puglia sono stati organizzati blocchi spontanei, mentre in Calabria e Sicilia sono stati annunciati fermi del trasporto merci dal 16 al 20 ottobre. Secondo il calendario pubblicato dal ministero, le iniziative proclamate nelle due regioni hanno una durata prevista di 120 ore. Alle difficoltà economiche si aggiungono problemi di approvvigionamento presso numerose stazioni di servizio, con distributori rimasti senza carburante e automobilisti costretti a lunghe code. La crisi delle forniture è stata aggravata anche dalle interruzioni nella distribuzione legate alle proteste presso la raffineria di Taranto.
Blocchi stradali, la filiera del grano denuncia il rischio di fermo produttivo
Le conseguenze delle interruzioni della circolazione merci stanno coinvolgendo direttamente l'industria alimentare. Italmopa, l'associazione degli industriali mugnai italiani, ha denunciato gli effetti dei blocchi iniziati l'11 ottobre sulle principali arterie stradali e autostradali pugliesi. Le difficoltà riguardano sia il trasporto del frumento destinato ai molini sia le consegne di farine e semole alle aziende utilizzatrici. Il presidente Vincenzo Martinelli ha segnalato che alcuni stabilimenti hanno già subito interruzioni produttive, mentre altri sono esposti allo stesso rischio. I problemi di distribuzione interessano in particolare i pastifici, i panifici e le industrie dolciarie e dei prodotti da forno.
Anche il settore delle spedizioni ha segnalato conseguenze operative. Il corriere BRT ha comunicato possibili rallentamenti nelle consegne da e verso le province di Bari e Foggia, proprio a causa delle manifestazioni di agricoltori e trasportatori. Sul fronte delle imprese, il presidente di Confindustria Puglia, Nicola Delle Donne, ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà di rifornimento per le attività dei trasporti, delle costruzioni e delle infrastrutture. A Corato, intanto, per venerdì 16 ottobre sono stati annunciati nuovi presidi dalle ore 5 in via Castel del Monte, nei pressi della rotatoria della Cantina Sociale, e sulla provinciale 231, all'altezza della stazione di servizio Enilive.
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