Mattarella ribadisce: la Russia rispetti il diritto internazionale
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Redazione Interno
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nuovamente sottolineato l’importanza del rispetto del diritto internazionale da parte della Russia, in un contesto diplomatico teso e segnato da attacchi verbali provenienti da Mosca. Durante la sua visita ufficiale in Montenegro, dove ha incontrato il primo ministro Milojko Spajic, Mattarella ha scelto di rispondere alle critiche russe con toni misurati ma fermi, evitando di cadere in un confronto diretto che avrebbe rischiato di inasprire ulteriormente la situazione.
Nei giorni precedenti, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aveva rivolto accuse pesanti e pretestuose al capo dello Stato italiano, arrivando a paragonare le sue dichiarazioni a quelle che, in un discorso a Marsiglia, avevano associato la Russia al Terzo Reich. Una comparazione che, oltre a essere storicamente inappropriata, ha sollevato polemiche e reazioni nel panorama politico italiano.
Ignazio La Russa, presidente del Senato, è intervenuto in Aula per esprimere solidarietà a Mattarella, definendo gli attacchi di Zakharova "offensivi e inopportuni". La Russa ha sottolineato come tali dichiarazioni non solo siano prive di fondamento, ma rischino di minare ulteriormente i già fragili rapporti tra i due Paesi.
Mattarella, da parte sua, ha preferito non replicare direttamente alle provocazioni, optando invece per una risposta indiretta ma chiara. Senza toni animosi, ma con la consueta autorevolezza, ha ribadito la necessità che la Russia torni a rispettare le norme del diritto internazionale, un principio cardine per garantire stabilità e dialogo tra le nazioni.
La visita in Montenegro, che ha visto il presidente italiano impegnato in colloqui istituzionali con il premier Spajic, si è svolta in un clima di collaborazione e reciproco rispetto, lontano dalle tensioni che hanno caratterizzato le relazioni con Mosca. Un segnale, forse, di come l’Italia continui a privilegiare la via del dialogo e della diplomazia, anche di fronte a provocazioni che rischiano di alimentare ulteriori divisioni.




