Mondiali di nuoto 2025: l’Italia brilla, ma la pallanuoto delude

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Singapore ha chiuso i battenti sui Mondiali di sport acquatici, lasciando all’Italia un bilancio contrastante. Se il nuoto ha confermato la sua crescita, con sette medaglie e un quarto posto nella classifica a punti – prima tra le europee –, la pallanuoto ha invece deluso, senza riuscire a replicare i fasti degli anni passati.

Il movimento azzurro, guidato da atleti del calibro di Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Benedetta Pilato e Simona Quadarella, ha messo insieme un bottino di un oro, quattro argenti e due bronzi. A pesare, però, è stata la sconfitta di Ceccon nei 100 dorso, dove un secondo titolo avrebbe cambiato la prospettiva dell’intera spedizione. Il nuoto italiano, comunque, si è dimostrato competitivo, con 25 finali raggiunte e prestazioni di livello, come quella di Simone Cerasuolo, capace di conquistare l’oro nei 50 rana.

Sul podio complessivo, gli Stati Uniti si sono imposti con 29 medaglie (9 ori), davanti all’Australia (20) e alla Cina. L’Italia, decima nel medagliere totale – che include tutte le discipline acquatiche –, ha però dimostrato di poter competere con le grandi potenze, come sottolineato da Paolo Barelli, presidente della Federnuoto. «Le 19 medaglie conquistate tra tutte le specialità», ha dichiarato, «confermano la vitalità del nostro movimento».

Se il nuoto ha tenuto alta la bandiera, lo stesso non si può dire per la pallanuoto, che ha vissuto un Mondiale opaco, lontano dai risultati a cui aveva abituato. Un passo indietro che costringerà la federazione a riflettere, mentre il nuoto artistico e i tuffi, pur senza eccellere, hanno comunque contribuito al medagliere complessivo.

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