Allerta arancione per forte vento a Roma, Gualtieri firma l’ordinanza: parchi e cimiteri chiusi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà un giovedì di pesanti restrizioni per i romani, quelli che si apprestano a vivere la giornata del 19 febbraio 2026, dal momento che il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per far fronte all’allerta meteo di colore arancione diramata per vento forte sulla Capitale. Il provvedimento, che porta il numero 26 e porta la data del 18 febbraio, istituisce una serie di divieti stringenti sull’intero territorio cittadino, validi dalla mattinata e per le successive 18 ore, con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’incolumità pubblica di fronte a un evento atmosferico che si preannuncia particolarmente insidioso.

La decisione, arrivata al termine di una riunione tecnica convocata dalla protezione civile in seguito alla valutazione dei bollettini, si è resa necessaria per la natura delle raffiche attese: i modelli previsionali parlano di venti forti dai quadranti meridionali, destinati a ruotare successivamente da quelli occidentali, con raffiche che sui settori costieri assumeranno carattere di burrasca. Lungo la dorsale appenninica, e dunque nelle zone più esposte e periferiche del comune, i rinforzi potranno raggiungere l’intensità di una burrasca forte o addirittura di una tempesta, un fenomeno che impone la chiusura totale degli spazi verdi. Nello stesso arco temporale sono attese precipitazioni sparse, localmente anche a carattere di rovescio o temporale, seppur con quantitativi cumulati generalmente moderati, e forti mareggiate lungo le coste esposte del litorale romano, un elemento che aggiunge ulteriori criticità a un quadro già complesso.

I divieti previsti dall’ordinanza e le aree interdette

L’atto firmato dal primo cittadino dispone, in primo luogo, il divieto di accesso, transito e circolazione – e lo si intende per lo svolgimento di qualsiasi attività ludico-ricreativa – alle aree verdi, ai giardini pubblici, ai parchi e alle ville storiche dell’intero territorio capitolino. Una misura drastica, questa, resa inevitabile dal pericolo concreto di rottura di rami o di caduta di alberi, la cui tenuta in queste ore di intense raffiche non può essere garantita. Analoga sorte tocca ai cimiteri cittadini, che osserveranno la chiusura al pubblico, fatta salva la sola possibilità di accesso per l’assolvimento di adempimenti improcrastinabili, ovvero quelli strettamente legati ai servizi funebri e alle attività di polizia mortuaria; un bilanciamento, questo, tra la necessità di sicurezza e la continuità di servizi essenziali.

Oltre alla chiusura di parchi e cimiteri, l’ordinanza di Gualtieri introduce limitazioni specifiche per una molteplicità di attività. Viene sospeso lo svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo non agonistico, laddove queste si tengano su aree pubbliche o comunque aperte al pubblico e risultino esposte ai fenomeni meteorici. Si vieta, inoltre, lo svolgimento di qualunque attività, anche quelle già preventivamente autorizzate, nelle aree che ricadono sotto carichi sospesi o sotto la chioma delle alberature, estendendo il divieto a tutto il raggio di loro potenziale caduta. Un occhio di riguardo è stato riservato anche ai parchi fluviali e alle zone prospicienti fiumi e corsi d’acqua, il cui accesso è interdetto per il pericolo, tutt’altro che remoto, derivante dall’interazione tra il vento impetuoso e i fenomeni idraulici e idrogeologici, resi ancora più insidiosi dalla concorrente allerta gialla per rischio idrogeologico che insiste su alcuni bacini.

Le raccomandazioni per i cittadini e le attività commerciali

Un intero capitolo del provvedimento è dedicato alle prescrizioni per gli esercenti il commercio su aree pubbliche o all’aperto. A loro, e a quanti effettuano attività aggregative di qualsiasi genere in luoghi non oggetto di interdizione, purché lontani dal raggio di potenziale caduta di alberi o carichi sospesi, viene imposto il divieto di aprire tende e coperture. L’obbligo, in questo senso, è quello di provvedere al corretto ancoraggio delle strutture mobili e di monitorarne costantemente l’efficacia; qualora dall’impatto del vento si palesino evidenze di potenziali cedimenti, il tempestivo smontaggio diventa l’unica opzione percorribile.

Parallelamente ai divieti, l’amministrazione capitolina ha diffuso una serie di raccomandazioni indirizzate alla popolazione, affinché ognuno adotti comportamenti improntati alla massima prudenza. Si invita, se possibile, a evitare di sostare all’aperto in zone esposte al vento, prestando particolare attenzione alle strutture mobili e, aspetto cruciale, evitando l’attraversamento di aree verdi e strade alberate. La raccomandazione si estende alle zone costiere e ai litorali, dove la sosta su pontili e moli andrebbe elusa, e si sofferma sulla guida di veicoli – specialmente se telonati o caravan – e motoveicoli, a causa del rischio concreto di sbandamenti dovuti alle raffiche improvvise. La sala operativa della protezione civile di Roma Capitale, attiva h24, rimane comunque a disposizione per informazioni e segnalazioni al numero verde 800 854 854.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.