Musk e Ryanair, il botta e risposta tra due "idioti" vola su profitti e leggi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ultima scintilla, che ha acceso un dibattito a distanza tra due dei più noti imprenditori al mondo, è scoccata su X. Elon Musk, proprietario del social network e numero uno di Tesla e SpaceX, ha lanciato una provocazione apparentemente scherzosa ma dagli evidenti contorni finanziari, chiedendo ai suoi milioni di follower se dovesse acquisire Ryanair e, in un secondo momento, rivolgendosi direttamente alla compagnia aerea con un messaggio dal tono fatale: «Voglio mettere davvero un Ryan a capo di Ryanair, è il tuo destino!». Un riferimento, quest’ultimo, alle origini del vettore low cost, fondato nel 1984 da Tony Ryan, la cui eredità è oggi amministrata da Michael O’Leary, amministratore delegato noto per uno stile comunicativo altrettanto spigoloso e diretto, che non si è fatto attendere con una risposta articolata e non priva di mordente.

La replica a muso duro del Ceo di Ryanair

Durante una conferenza stampa convocata a Dublino, Michael O’Leary ha infatti chiarito diversi punti, snocciolando argomentazioni che vanno ben oltre la semplice stoccata da social network. Il manager ha innanzitutto posto un argine giuridico alla boutade di Musk, ricordando come la normativa europea sull’aviazione civile impedisca a un soggetto extracomunitario di assumere il controllo di una compagnia aerea con licenza Ue, circostanza che, di fatto, rende tecnicamente impossibile l’ipotesi di una acquisizione come quella evocata. O’Leary, dal canto suo, ha spostato il confronto sul terreno dei risultati economici, affermando senza mezzi termini che Ryanair, quanto a profitti e performance finanziarie, rappresenterebbe un investimento di gran lunga migliore rispetto alla piattaforma X, la quale, com’è noto, ha attraversato fasi di ridefinizione e non semplice gestione dopo il passaggio di proprietà.

Starlink, il nodo tecnico e commerciale dietro la lite

Lo scontro verbale, che ha visto i due imprenditori scambiarsi epiteti come “idiota”, affonda le sue radici in un negoziato concreto e durato mesi, poi arenatosi. Ryanair, ha spiegato O’Leary, aveva infatti avviato trattative con Starlink, la costellazione satellitare di Musk, per valutare l’installazione di un servizio Wi-Fi a bordo dei propri velivoli. Dopo un anno di colloqui, le parti si sono trovate in “forte disaccordo” sulla sostenibilità economica del progetto: la compagnia aerea, il cui modello di business si regge sulla riduzione al minimo dei costi operativi, riteneva troppo oneroso l’investimento iniziale per l’installazione delle antenne, mentre le previsioni di Starlink sul numero di passeggeri disposti a pagare per il servizio non coincidevano con le stime più caute del vettore irlandese. Un dissidio, quindi, nato da un tavolo tecnico-commerciale e poi esploso in pubblico con accenti personali.

La provocazione che si trasforma in campagna promozionale

La veemenza dello scambio, tuttavia, non ha prodotto solo titoli di giornale. Michael O’Leary, con il pragmatismo che lo caratterizza, ha ringraziato pubblicamente Musk per la “meravigliosa pubblicità” generata dalla diatriba, dichiarando che l’attenzione mediatica ha portato a un “aumento significativo delle prenotazioni”. E, cogliendo la palla al balzo, la compagnia ha lanciato un’offerta promozionale battezzata “posti per grandi idioti”, ribaltando in chiave di marketing l’insulto reciproco. Una mossa che dimostra come, al di là delle parole, entrambi gli schieramenti sappiano trasformare ogni occasione, persino una lite su un social network, in un’opportunità per consolidare la propria immagine e, soprattutto, per parlare al proprio mercato di riferimento.

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