Amatrice, nove anni dopo il terremoto: il super cantiere cerca di decollare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A quasi un decennio dalla scossa che, alle 3.36 del 24 agosto 2016, ne ridusse in macerie il cuore pulsante, Amatrice tenta di voltare pagina attraverso un atto amministrativo che punta a sbloccare la rinascita del suo centro storico. Il Consiglio comunale, riunitosi lo scoso 18 agosto, ha approvato all’unanimità l’aggiornamento al Programma Straordinario di Ricostruzione, un documento tecnico che riguarda proprio il nucleo originario del paese e che, nelle intenzioni delle istituzioni, dovrebbe contribuire a far partire concretamente i lavori più significativi nei quadranti nord e sud.

Un passo in avanti, seppur formale, che giunge in un momento in cui il dibattito sulla lentezza della ricostruzione post-sisma è più acceso che mai. A porre l’accento sull’esistenza di un “modello” da seguire è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale, durante la 731esima Perdonanza Celestiniana, ha rivendicato il percorso della sua città come punto di riferimento, affermando che “se fosse stato utilizzato anche da altre parti, invece di dire ‘non faremo come all’Aquila’, forse avrebbe permesso ad altre popolazioni di essere un passo in avanti”. Una dichiarazione che, al di là delle polemiche, sottolinea le profonde differenze nell’approccio alla ricostruzione tra i vari territori colpiti.

Dati alla mano, il quadro fornito dal commissario Giovanni Castelli offre uno spaccato fatto di luci e ombre. Se da un lato si contano 12mila cantieri conclusi e circa 4mila famiglie che hanno già fatto ritorno alla propria abitazione ad Amatrice, con liquidazioni per un miliardo e mezzo di euro a favore delle imprese, dall’altro permangono cifre che testimoniano un’emergenza ancora lontana dall’essere risolta: sono infatti ancora 10mila i nuclei familiari, 6.000 dei quali nelle Marche, attualmente fuori casa. Lo stesso Castelli ha ricordato come, fino a due anni e mezzo fa, ci si è dovuti occupare della mera rimozione delle macerie, un’operazione preliminare che avrebbe dovuto concludersi ben prima.

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