Borsa Milano torna a volare, tra venti di pace e affari esteri di Eni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa di Milano ha riconquistato vitalità, indossando a fine seduta la maglia rosa in Europa con un rialzo netto dell’1,36% che ha riportato il Ftse Mib oltre la soglia psicologica dei 45.000 punti. Un rimbalzo vigoroso, quello del listino principale, favorito da un mutato clima internazionale: il passo indietro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui dazi e la tregua con l’Unione Europea riguardo alla questione Groenlandia hanno infatti allentato le tensioni, spingendo gli investitori verso asset considerati più rischiosi. La performance, che segue una fase di relativa frenata, ha visto protagonisti diversi comparti, con alcune significative eccezioni nel settore della difesa, tradizionalmente sensibile alle notizie che fanno presupporre una distensione geopolitica.

Il contraccolpo sui titoli della difesa

Proprio quei venti di pace, che tanto hanno giovato al sentimento generale del mercato, hanno esercitato una pesante zavorra sui titoli legati all’industria bellica. Su tutti, è crollato Fincantieri, il cui titolo ha ceduto oltre l’8,7% in chiusura, seguito da Leonardo che ha registrato un calo del 3,1%. Questo brusco scivolone, che le ha collocate in coda alla classifica del Ftse Mib, evidenzia come il settore sia immediatamente ri-prezza-to in base alle dinamiche diplomatiche, in un contesto dove gli sviluppi politici possono ribaltare rapidamente le prospettive. Altrove, il panorama è stato ben più roseo: a guidare gli acquisti sono state Buzzi, in rialzo del 3,9%, e Nexi, che ha chiuso con un più 3,8%.

Eni stringe un accordo in Azerbaijan

Tra le singole notizie rate, spicca l’operazione internazionale di Eni. La major energetica italiana ha firmato un accordo vincolante con la società petrolifera statale azera Socar per la cessione di una quota pari al 10% nel progetto Baleine, il principale sviluppo offshore in Costa d’Avorio. Eni, che mantiene una partecipazione di controllo del 47,25%, consolida così una partnership strategica in una regione chiave, mentre gli altri soci del progetto restano Vitol, con il 30%, e Petroci, con il 22,75%. Un affare che sottolinea la continua espansione della società al di fuori dei confini nazionali.

Il quadro tecnico e i segnali dal settore tech

L’analisi tecnica del Ftse Mib delinea un quadro di breve periodo improntato a un sobrio uptrend, con una prima area di resistenza individuata attorno ai 45.764 punti e un supporto fondamentale visto a quota 44.453. La forza della chiusura odierna introduce la possibilità di un ulteriore tentativo di ascesa verso i 47.076 punti, a patto che le condizioni di fondo rimangano favorevoli. Intanto, dal mondo della tecnologia arrivano segnali positivi per Stmicroelectronics, il cui titolo ha beneficiato dei commenti ottimisti rilasciati dal Ceo di Nvidia, Jensen Huang, contribuendo al clima generale di ripresa. Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund ha confermato il miglioramento del sentiment, chiudendo in calo a 62 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si è attestato al 3,51%.

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