FTSE MIB vicino ai massimi storici, Eni crolla mentre Italgas sale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il FTSE MIB si avvicina ai massimi storici dopo una nuova accelerazione dei mercati azionari internazionali, mentre a Piazza Affari spiccano il rialzo di Italgas e il forte arretramento di Eni legato alla discesa del petrolio. L’indice principale della Borsa italiana si è attestato a quota 49.700 punti, sostenuto dal clima positivo che ha coinvolto anche Wall Street e le principali piazze europee. Gli investitori continuano a monitorare i segnali provenienti dal mercato energetico e le possibili evoluzioni sul fronte geopolitico, in particolare l’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran, elemento che resta sotto osservazione per i possibili effetti sulle quotazioni del greggio.

La seduta precedente aveva già mostrato un rafforzamento generalizzato dei listini internazionali. Negli Stati Uniti il Dow Jones ha chiuso con un progresso dell’1,24% a 49.911 punti, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1,46% salendo a 7.365 punti, a ridosso del nuovo massimo storico fissato a 7.369 punti. Anche le Borse europee hanno aperto con variazioni contenute ma positive: Parigi è salita dello 0,25% con il CAC 40 a 8.320 punti, Francoforte ha registrato un +0,09% con il DAX a 24.940 punti, mentre Londra si è mossa in lieve calo con il FTSE 100 a 10.426 punti.

Eni in forte ribasso dopo il calo del petrolio

Tra i titoli più osservati a Piazza Affari c’è stato Eni, che ha chiuso la seduta in netto ribasso sulla scia della contrazione del prezzo del petrolio, tornato nell’area dei 100 dollari. Il titolo del gruppo energetico ha perso il 4% nella seduta precedente, mentre in apertura di giornata il ribasso indicato era del 2,63%. L’andamento del titolo rispetto al FTSE MIB evidenzia una minore forza relativa rispetto al mercato, fattore che secondo gli operatori potrebbe aumentare la pressione dei venditori nelle prossime sedute.

Dal punto di vista tecnico, lo scenario descritto per la società del Cane a sei zampe mostra un ampliamento della tendenza discendente, con il titolo impegnato nel test del supporto collocato a 22,11 euro. L’area di resistenza viene invece individuata a quota 22,76 euro. La debolezza del comparto energetico si è inserita in un contesto di prese di profitto sul petrolio, elemento che ha inciso direttamente sulle società legate alla filiera dell’energia nonostante il quadro generale positivo dei mercati azionari.

Piazza Affari resta sostenuta dopo i rialzi globali

Nonostante la frenata di Eni, Piazza Affari continua a beneficiare dell’intonazione favorevole dei mercati internazionali dopo due sedute di forti rialzi. Gli operatori mantengono un atteggiamento prudente nelle prime ore della giornata, ma il FTSE MIB resta vicino ai livelli più alti della sua storia recente. In questo contesto si distingue anche il rialzo di Italgas, che contribuisce a sostenere il comparto italiano in una fase caratterizzata da rotazioni tra settori e da una maggiore selettività sugli energetici.

L’avvio della giornata finanziaria europea è stato definito cauto proprio perché i mercati arrivano da una sequenza di rialzi molto intensa. Gli investitori osservano con attenzione sia l’andamento delle materie prime sia le possibili evoluzioni diplomatiche internazionali. L’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran continua infatti a influenzare le aspettative sul petrolio e, di conseguenza, i movimenti dei titoli energetici quotati in Europa. In questo scenario il FTSE MIB resta uno degli indici europei più vicini ai propri livelli record, sostenuto dalla forza del mercato globale ma esposto alle oscillazioni dei grandi titoli legati all’energia.

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