Trovato cadavere di un giovane con ferita alla tempia a Mira, ipotesi colpo di arma da fuoco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tarda mattinata dell’ultimo dell’anno, mentre in molte case ci si preparava ai festeggiamenti, un fotografo amatoriale intento a immortalare il paesaggio agricolo di Mira si è imbattuto in una scena che ha interrotto bruscamente la quiete del giorno di San Silvestro. Avanzando lungo un campo incolto, a un centinaio di metri dalla viabilità principale in una zona rurale e poco battuta, il suo sguardo ha catturato ciò che non avrebbe mai voluto vedere: il Corpo senza vita di un uomo, riverso su un fianco e ancora vestito. Senza esitazione, ha immediatamente allertato i carabinieri, dando il via a una macchina investigativa che, nel primo pomeriggio, ha preso possesso dell’area, delimitandola con il nastro della polizia giudiziaria e avviando i primi rilievi.

La scena del ritrovamento e i primi accertamenti

Sul posto, oltre ai militari della stazione locale, sono intervenuti con solerzia il magistrato di turno e il medico legale, chiamati a constatare il decesso e a iniziare a valutare le dinamiche della morte. Assieme a loro, hanno preso in carico le operazioni il comandante provinciale dei carabinieri e il comandante del nucleo investigativo di Venezia, segnale di come il caso sia stato fin da subito trattato con la massima attenzione. Quel che subito ha colpito gli investigatori, i quali peraltro si sono guardati da dichiarazioni affrettate in attesa dei riscontri ufficiali, è stata una lesione alla tempia della vittima, un giovane dall’età apparente compresa tra i venticinque e i trent’anni, la cui morfologia del volto farebbe pensare a un’origine dell’Europa orientale. La ferita, descritta come profonda e circoscritta, appariva infatti compatibile con l’ipotesi – al momento la più concreta – di un colpo d’arma da fuoco esploso a breve distanza.

Le delicate fasi investigative in corso

Le indagini, coordinate dalla procura competente, procedono ora su un doppio binario, essendo fondamentale stabilire con certezza se ci si trovi di fronte a un omicidio, a un suicidio o a un incidente. Prima che il medico legale autorizzasse la rimozione della salma, avvenuta solo dopo un meticoloso sopralluogo, è stata condotta un’ispezione accurata del terreno circostante nella speranza di rinvenire un’eventuale arma, elemento che potrebbe fornire indicazioni decisive. Parallelamente, gli investigatori stanno lavorando per dare un nome al giovane, il cui non presentava documenti di riconoscimento, incrociando i dati delle persone scomparse con le caratteristiche somatiche riscontrate, operazione non semplice considerando anche la possibile provenienza estera della vittima.

Il contesto e le prossime mosse degli inquirenti

La scelta del luogo del ritrovamento, un’area isolata e non facilmente accessibile se non a conoscenza dei percorsi campestri, rappresenta di per sé un elemento su cui gli inquirenti riflettono, poiché potrebbe suggerire una certa familiarità dell’autore dei fatti, se di omicidio si tratta, con la zona. L’autopsia, disposta dal magistrato, sarà il prossimo passaggio cruciale per confermare la causa della morte, per stabilire l’esatto momento del decesso e per accertare se sulla vittima siano presenti altre lesioni, magari meno evidenti. I risultati tossicologici, che richiederanno alcuni giorni, potranno poi aggiungere tasselli importanti al quadro, delineando le condizioni in cui il giovane si trovava prima della morte. Mentre si attendono questi esiti, gli uomini dell’Arma continuano a setacciare l’area e a raccogliere testimonianze, nella speranza che qualcuno possa aver notato movimenti sospetti o riconosciuto il volto del ragazzo in quelle campagne spesso deserte.

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