Il Milan e la ricerca del ds: tra battute sul Conclave e strategie in stand-by
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Redazione Sport
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Franco Ordine, sulle colonne del Corriere dello Sport, ha sintetizzato con ironia l’attesa che avvolge la scelta del nuovo direttore sportivo del Milan: «È probabile che arrivi prima la decisione del Conclave sull’elezione del prossimo Papa che il nuovo ds rossonero». Una battuta che, pur nella sua provocazione, fotografa la lentezza con cui il club sta muovendosi per individuare il successore di Frederic Massara.
La tempistica, come sottolineato da Ordine, non è un dettaglio marginale. Con il mercato estivo alle porte e la necessità di definire una strategia chiara per la prossima stagione, ogni giorno di ritardo rischia di compromettere la pianificazione. Eppure, nonostante i rumors che da settimani legano Igli Tare al ruolo, l’accordo sembra lontano. «Se Tare non è ancora a Milano, vuol dire che stanno aspettando che si liberi qualcun altro», ha aggiunto il giornalista, lasciando intendere che la dirigenza milanista potrebbe avere altri nomi nel mirino.
Giorgio Furlani, amministratore delegato del club, sta gestendo la questione in prima persona, affiancato da Zlatan Ibrahimović e Geoffrey Moncada. Quest’ultimo, in particolare, potrebbe tornare a occuparsi esclusivamente dello scouting, settore in cui ha già dimostrato valore, lasciando ad altri il compito di costruire la squadra. Una governance orizzontale, come la definisce Ordine, che però rischia di rallentare ulteriormente il processo decisionale.
Le dichiarazioni del presidente Paolo Scaroni, risalenti a oltre due settimane fa, non hanno fatto che alimentare l’incertezza: «Nulla è stato deciso, stiamo facendo sondaggi». Furlani, dal canto suo, ha preferito restare vago: «L’importante è scegliere la persona giusta». Intanto, la pista Tare sembra essersi raffreddata, mentre si attendono segnali da altri candidati, ancora legati ad altri club.




