Caso Frenquellucci, il M5S di Pesaro chiede chiarezza dopo le dimissioni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le dimissioni di Francesca Frenquellucci, assessora alle Attività economiche del comune di Pesaro, hanno creato un solco profondo all’interno della compagine amministrativa, innescando una serie di reazioni a catena che mettono in luce le crepe di una giunta apparentemente unita. La sua decisione, formalizzata con una Pec inviata agli uffici di Piazza del Popolo, non rappresenta un semplice passaggio formale bensì l’epilogo di tensioni ormai divenute insostenibili, originate da contrasti interni che la stessa assessora ha citato senza mezzi termini. Frenquellucci, la quale ha annunciato l’addio non solo all’incarico ma all’intera vita politica, ha infatti motivato il suo gesto alludendo a un clima reso incandescente da quelle che ha definito “le urla del sindaco”, un’immagine che dipinge un conflitto personale e istituzionale di non poco conto.
Le reazioni del Movimento 5 Stelle
Il Gruppo Territoriale M5S di Pesaro-Valle del Foglia, prendendo la parola dopo la lettura di un comunicato del consigliere Lorenzo Lugli, è intervenuto per sottolineare la necessità impellente di trasparenza. Pur riconoscendo “l’enorme impegno e lealtà” profusi dall’assessora in anni di lavoro, impegno testimoniato dai “numerosi messaggi di stima” giunti dalla cittadinanza, il gruppo pone l’accento su un principio che ritiene non negoziabile: la chiarezza deve venire prima di tutto. Una posizione, questa, che si affianca al dispiacere espresso pubblicamente dalla coordinatrice provinciale del movimento, Marta Ruggeri, la quale sembra confermare, seppur indirettamente, la portata della frattura. Le loro parole, nel complesso, delimitano un perimetro di malessere che va ben al di là della singola persona, toccando i meccanismi stessi di funzionamento della coalizione.
La risposta dell’amministrazione e le critiche dell’opposizione
Dall’altra parte, il sindaco Matteo Biancani ha assunto una posizione di apparente normalità, temporeggiando sull’accettazione delle dimissioni e concentrandosi piuttosto sulle imminenti festività natalizie. “Oggi l’assessore al Commercio sono io”, ha dichiarato, in una frase che intendeva forse rassicurare sulla continuità operativa dell’ente, mostrando come, assessora o meno, “l’Amministrazione porta avanti il suo lavoro”. Una priorità, quella di “imbellettare e vivacizzare la città”, che per essere persposta ha richiesto di bypassare l’assenteismo della Frenquellucci, la quale aveva disertato la conferenza stampa di presentazione del cartellone natalizio, momento clou del suo stesso assessorato. Questo episodio, in sé significativo, è stato colto al volo dall’opposizione di centrodestra, la quale, in coro, non ha esitato a definire l’accaduto “la fine del Campo largo”, leggendo nelle dimissioni il sintomo di un progetto politico giunto al capolinea.
Una vicenda dai risvolti istituzionali
La vicenda, al di là delle personalità coinvolte, solleva questioni di metodo e di sostanza sul governo della città. L’enfasi posta dal M5S sulla trasparenza, unita alla Descrizione di un clima di lavoro deteriorato, lascia intendere che le divergenze non fossero meramente tattiche ma investissero scelte fondamentali. Se da un lato l’amministrazione cerca di proiettare un’immagine di unità e operosità, soprattutto in un periodo di visibilità come quello natalizio, dall’altro le dichiarazioni delle parti in causa rivelano una frattura che appare difficile da ricomporre. La richiesta di chiarezza avanzata dal gruppo territoriale stellato suona dunque come un monito affinché le dinamiche che hanno condotto a questa rottura vengano esaminate senza opacità, per il bene di una gestione pubblica che non può prescindere dalla coesione di chi la amministra.




