Napoli in vetta, Conte piega la Roma e Bergomi spiega il rilancio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quella che si è consumata all’Olimpico, tra le mura amiche di una Roma in cerca di stabilità, è stata una partita dalla trama lineare, quasi didascalica per chi osservava con l’occhio dell’analista: due squadre, in fondo, dall’identità diventata sorprendentemente simile per aggressività e propositi, si sono scontrate sul piano del carattere e del possesso, e a spuntarla è stata semplicemente la formazione più forte, quella dotata di maggior talento individuale e, soprattutto, di quella capacità di imporre il proprio marchio e il proprio controllo sulla gara anche quando il gioco non fluisce come previsto. Una vittoria, quella del Napoli, che assume un peso specifico notevole, proiettando la squadra di Antonio Conte in vetta alla classifica di Serie A a pari punti con il Milan, e che sembra aver archiviato definitivamente le turbolenze e le polemiche che avevano caratterizzato il periodo precedente la sosta, quando le voci su un presunto disagio nello spogliatoio avevano minato la serenità del gruppo.

La chiave di volta secondo Bergomi

A interpretare questa svolta, fornendo una lettura tecnica precisa di quanto sta accadendo nel club azzurro, è stato l’ex campione dell’Inter Beppe Bergomi, il quale, nel corso di una sua approfondita analisi trasmessa da Sky Sport, non ha esitato ad affermare come “questo Napoli sia più forte di quello dell’anno scorso”, attribuendo il merito dell’inversione di rotta al tecnico salentino che “ha cambiato tutto con quattro mosse”. Mosse che, stando alle valutazioni dell’ex difensore, vanno ricercate non tanto in rivoluzioni tattiche esteriori, quanto piuttosto in una ricostruzione dell’impalcatura mentale e atletica della squadra, nella riproposizione di quei princìpi di sacrificio e di intensità che erano parsi offuscati nelle prime, complicate, uscite stagionali.

Il gesto che salva i tre punti

Se l’attacco ha fatto la sua parte, seppur senza eccessi di gioco, a garantire il risultato finale è stato però un gesto difensivo di puro istinto, arrivato nel momento di massima pericolo. Il portiere Vanja Milinkovic-Savic, per gran parte della serata spettatore non coinvolto dall’andamento monodirezionale della partita, ha infatti saputo trasformarsi nell’estremo baluardo al momento decisivo, respingendo con prontezza un’insidiosa conclusione di Baldanzi che avrebbe potuto ribaltare le sorti dell’incontro: un intervento isolato, tecnicamente perfetto, che ha di fatto messo i suoi guantoni sulla vittoria degli azzurri e che lo stesso club, attraverso i propri canali social ufficiali, non ha mancato di esaltare, sottolineandone il valore determinante.

La voce dello spogliatoio

A confermare un clima ritrovato, dopo le ombre delle settimane scorse, è stata poi la voce diretta di uno dei protagonisti del campo, il difensore Alessandro Buongiorno, il quale, intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset a gara conclusa, ha tracciato un bilancio positivo della performance collettiva. “In questa vittoria c’è lo spirito del Napoli”, ha dichiarato il centrale, spiegando come la squadra sia riuscita a vincere “tanti duelli” e abbia “corso tanto”, elementi ritenuti fondamentali per raggiungere l’obiettivo. Riguardo al rapporto con il mister, spesso al centro di speculazioni, Buongiorno ha invece chiarito la natura dei recenti colloqui: “Ci siamo parlati in serenità”, ha affermato, tagliando corto su qualsiasi ipotesi di attrito e ribadendo come “non sia mai mancata la fiducia” reciproca tra l’allenatore e il gruppo di giocatori, un elemento che oggi appare come il vero collante di questa rinascita.

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