Chiusura degli stabilimenti Beko in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo italiano è chiamato a intervenire con urgenza per scongiurare la chiusura degli stabilimenti Beko, di proprietà del gruppo turco Arçelik, che ha recentemente acquisito Whirlpool. La chiusura, prevista entro la fine del 2025, coinvolge gli stabilimenti di Siena, Comunanza e Cassinetta, con un piano di esuberi che riguarda quasi 2.000 persone. La notizia ha scatenato una serie di reazioni da parte delle istituzioni locali e dei sindacati, che chiedono al governo di attivare i poteri del "Golden Power" per proteggere l'occupazione e garantire la continuità delle attività produttive.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha incontrato i lavoratori della Beko di Siena, ex Whirlpool, riuniti in presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Giani ha sottolineato l'importanza della lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro, definendo l'azienda parte integrante del tessuto economico e sociale della regione. Anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso parole dure durante la visita allo stabilimento di Comunanza, definendo la chiusura "offensiva" per il modo in cui è stata condotta e ribadendo la priorità della tutela dell'occupazione.

La chiusura degli stabilimenti Beko rappresenta un duro colpo per l'occupazione locale, con ripercussioni significative sul tessuto economico delle regioni coinvolte. Le istituzioni locali, insieme ai sindacati, stanno cercando di trovare soluzioni per evitare i licenziamenti e garantire la continuità delle attività produttive. Tuttavia, la situazione rimane critica e richiede un intervento deciso da parte del governo per proteggere i lavoratori e le loro famiglie.

In questo contesto, è fondamentale che il governo italiano utilizzi tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare la chiusura degli stabilimenti e salvaguardare l'occupazione.

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