Salvini e Fratelli d’Italia attaccano Cartabellotta dopo il post sul terremoto alle Eolie
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Redazione Interno
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Un terremoto di magnitudo 4.8, con epicentro tra Alicudi e Filicudi, ha scosso l’arcipelago delle Eolie nel pomeriggio del 7 febbraio, provocando paura e allarme tra gli abitanti delle isole e delle zone limitrofe. La scossa, avvertita distintamente fino a Reggio Calabria, è stata seguita da uno sciame sismico di minore intensità, che ha mantenuto alta l’attenzione delle autorità e della popolazione. I vigili del fuoco del Comando di Messina, coordinati con la prefettura, hanno avviato sopralluoghi per verificare i danni e valutare la situazione, inviando due funzionari sulle isole maggiormente colpite.
In questo contesto, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha pubblicato un post su X in cui, con tono ironico, ha commentato il sisma scrivendo: «La natura si ribella al Ponte». Un riferimento, chiaramente polemico, al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, da sempre al centro di accesi dibattiti politici. La reazione di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, non si è fatta attendere. Attraverso il suo account social, ha definito il commento di Cartabellotta «disgustoso», accusandolo di strumentalizzare un evento drammatico per attaccare il governo.
Fratelli d’Italia, da parte sua, ha rilanciato l’offensiva con un post diretto e senza mezzi termini: «Sinistra, guarda il tuo punto di riferimento e vergognati di lui. Disposti a tutto pur di attaccare il Governo. Voi esprimete solidarietà a Cartabellotta, noi al popolo siciliano». Un messaggio che, in 178 caratteri, ha condensato non solo la difesa del progetto del Ponte, ma anche una netta presa di distanza dalle critiche dell’opposizione e da quelle di Cartabellotta, considerato un bersaglio politico.
Il terremoto, intanto, ha riportato l’attenzione sulla fragilità sismica di un’area già storicamente esposta a fenomeni tellurici. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato il sisma a una profondità di 17 km, precisando che l’epicentro era situato al largo della costa settentrionale della Sicilia, vicino a Lipari. Le scosse, avvertite in diverse città tra cui Messina, Catania e Palermo, hanno riacceso il dibattito sulla necessità di interventi strutturali e sulla prevenzione, temi che spesso rimangono in secondo piano rispetto alle polemiche politiche.
Mentre i tecnici continuano a monitorare la situazione, il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha ricevuto aggiornamenti dalla Protezione Civile, assicurando che non si sono registrati danni gravi o vittime. Tuttavia, l’episodio ha dimostrato, ancora una volta, come eventi naturali di questa portata possano diventare terreno di scontro politico, soprattutto quando coinvolgono progetti infrastrutturali divisivi come il Ponte sullo Stretto.




