Piazza Affari apre in timida flessione in una settimana corta, Saipem brilla per maxi-contratto in Qatar

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un avvio di seduta cauto, caratterizzato da variazioni frazionali ma su un segno prevalentemente negativo, ha contraddistinto l’esordio borsistico di una settimana corta, quella che precede il Natale, negli uffici di Milano così come nelle altre principali piazze finanziarie d’Europa. Alle 10.30 di mattina, infatti, il FTSEMib segnava un calo dello 0,19% attestandosi a 44.671 punti, dopo aver oscillato in un range piuttosto ristretto, mentre in parallelo anche il FTSE Italia All Share perdeva due decimi di punto percentuale. Un atteggiamento di attesa, quello degli investitori, che riflette la persistente incertezza sui fronti geopolitici globali – dalle tensioni in Venezuela al conflitto in Ucraina, passando per l’attentato di Mosca che ha causato la morte di un alto ufficiale russo – e che si sovrappone ai negoziati di pace in corso su iniziativa degli Stati Uniti, ora sotto la presidenza di Donald Trump.

Il contesto internazionale e i record dei metalli preziosi

Nonostante il clima festivo ormai prossimo, i mercati rimangono vigili, come dimostra il movimento di oggi che segue, peraltro, una settimana positiva sostenuta dalle prospettive di allentamento monetario. Il rallentamento dell’inflazione statunitense, di fatto, ha rafforzato le attese di nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, mentre la Banca Centrale Europea, pur avendo mantenuto invariati i propri tassi di riferimento, ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per l’area euro. In questo quadro, si staglia il trend eccezionale dei metalli preziosi: l’oro tocca nuovi massimi storici e l’argento, in particolare, sta vivendo un anno straordinario con un apprezzamento che, dai primi di gennaio, raggiunge il 138%, divenendo uno degli asset più performanti in assoluto.

Le dinamiche societarie: il caso Saipem e le luci su Tim

All’interno di un listino generalmente in difficoltà, emergono con forza le vicende legate alle singole società. Saipem, il colosso dell’ingegneria e delle costruzioni, balza agli onori della cronaca finanziaria per essersi aggiudicato, in consorzio con la cinese Offshore Oil Engineering Co., un maxi-contratto EPCI offshore dal valore complessivo di 4 miliardi di dollari. L’accordo, siglato con QatarEnergy LNG, riguarda il progetto North Field Production Sustainability Offshore Compression Complexes e assegna a Saipem una quota di competenza pari a 3,1 miliardi, un’iniezione di capitale e di visibilità strategica di prim’ordine per il gruppo. Diverso, invece, il percorso di Tim, che dopo l’iniziale entusiasmo per una sentenza di merito favorevole – la Corte di Cassazione ha riconosciuto al gruppo oltre un miliardo di euro per una controversia sulle concessioni – inverte la rotta in sede di contrattazioni, cedendo una significativa percentuale che si attesta, in mattinata, attorno al 6,3%.

Il quadro europeo e le prospettive immediate

Lo scenario che si delinea negli altri mercati del Vecchio Continente è similare, con gli indici di Francoforte, Londra e Parisi che muovono in territorio negativo, seppur con cali contenuti. La prevalenza delle vendite, dunque, sembra più un riflesso di una prudenza tattica in attesa di nuovi elementi, che l’inizio di una fase correttiva strutturale. Gli operatori, del resto, valutano con attenzione ogni sviluppo internazionale, consci che la liquidità potrebbe ridursi nei prossimi giorni per via delle festività, un fattore che spesso amplifica le oscillazioni anche in presenza di volumi di scambio non particolarmente sostenuti.

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