Saipem vola in Borsa tra nuovi contratti in Qatar e politiche energetiche Usa
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Redazione Economia
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Il Titolo Saipem si conferma protagonista sui listini italiani, puntando con decisione verso i massimi dell’anno dopo l’annuncio di un contratto miliardario e in un contesto geopolitico che ridisegna gli equilibri energetici. L’azione, che aveva già chiuso in rialzo il 17 dicembre scorso, ha infatti beneficiato di una duplice spinta: da un lato, le indiscrezioni su nuovi importanti affidi, dall’altro, il rimbalzo delle quotazioni del greggio, sostenuto dalle recenti decisioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha imposto un blocco per tutte le petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela. Tale misura, che ha spinto i futures sul Brent oltre i 59 dollari al barile, ha creato un terreno favorevole per le società dei servizi petroliferi, tra le quali l’italiana spicca per la sua solida posizione internazionale.
Il maxi-contratto qatarino per il North Field
A consolidare ulteriormente le prospettive di Saipem, guidata da Alessandro Puliti, è giunta la conferma di un rilevante affidamento in Qatar. La società, in partnership con la cinese Offshore Oil Engineering Co.Ltd. (COOEC), si è infatti aggiudicata da QatarEnergy LNG un contratto Epci offshore per il pacchetto denominato COMP5, parte del più ampio progetto North Field Production Sustainability (Nfps) Offshore Compression Complexes. Il valore complessivo dell’operazione, che si attesta intorno ai 4 miliardi di dollari, vedrà una quota parte di circa 3,1 miliardi di dollari riversarsi nelle casse di Saipem. Questo progetto, che mira a mantenere e incrementare la capacità produttiva del giacimento di gas naturale più vasto al mondo, non solo garantisce un significativo volume di lavoro nei prossimi anni, ma rinsalda la presenza della compagnia in una regione strategica per le risorse energetiche globali.
Le performance di Borsa e lo scenario tecnico
In una giornata positiva per Piazza Affari, l’azione Saipem ha registrato un deciso rialzo del 2,07%, distinguendosi tra i principali titoli del FTSE MIB. L’avvicinamento alla quota di 2,374 euro toccata nell’intraday del 17 dicembre, e non lontana dal massimo annuale di 2,797 euro raggiunto a gennaio, riflette l’ottimismo degli investitori circa la solidità del suo portafoglio ordini. Alcuni analisti, tuttavia, osservano come lo scenario tecnico a breve termine evidenzi un rallentamento del trend del titolo rispetto all’indice di riferimento, circostanza che, in determinate condizioni di mercato, potrebbe attirare operazioni di vendita da parte di chi segue logiche di trading più speculative. Resta il fatto che il valore fondamentale della società appare rafforzato dagli sviluppi contrattuali e dal contesto macroeconomico.
Il contesto geopolitico come fattore determinante
La stretta sulle esportazioni di petrolio venezuelano decisa dalla nuova amministrazione statunitense costituisce un elemento di frizione nei mercati energetici, con ripercussioni immediate sui prezzi delle materie prime. Questa politica, che interrompe i flussi di greggio da un paese con immense riserve, contribuisce a sostenere le quotazioni del barile, creando un ambiente in cui i progetti di estrazione e trasporto di idrocarburi – anche in altre regioni del pianeta – guadagnano ulteriore rilevanza economica. Per un gruppo ingegneristico come Saipem, specializzato in costruzioni offshore e onshore, un simile quadro si traduce in opportunità concrete, poiché le compagnie energetiche possono essere spinte a investire in nuovi sviluppi o nella manutenzione di giacimenti esistenti per compensare eventuali riduzioni dell’offerta globale.




