Preti ambrosiani tra fiducia e scandali: le parole dell’Arcivescovo nel giorno del crisma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «La nostra Chiesa è ferita, il nostro presbiterio è ferito». Con questa frase netta, pronunciata durante la Messa Crismale in Duomo, l’arcivescovo Mario Delpini ha voluto affrontare senza giri di parole il tema degli abusi commessi da alcuni sacerdoti, un nodo che continua a lacerare la diocesi di Milano. Davanti al clero riunito, Delpini ha condannato senza riserve i comportamenti scandalosi di chi, invece di essere «animato dall’amore per Gesù e per la gente», ha tradito la fiducia dei fedeli, lasciando una «ferita inguaribile».

Le sue parole, pur non citando esplicitamente i casi recenti, risuonano come un eco delle inchieste che hanno coinvolto preti ambrosiani. Tra questi, spicca il nome di don Ciro Panigara, ex parroco di San Paolo, arrestato con l’accusa di abusi su minori e al centro di un procedimento canonico. Un fatto che ha scosso non solo la comunità locale ma anche la Curia, costretta ancora una volta a fare i conti con ombre lunghe. «Quando qualcuno di noi sbaglia, sentiamo un colpo al cuore», ha ammesso un altro vescovo, Pierantonio Tremolada di Brescia, in un discorso parallelo che sembrava rispecchiare il dolore milanese.

Nonostante tutto, l’Arcivescovo ha voluto ribadire la fiducia nel presbiterio, ricordando che la maggior parte dei sacerdoti svolge il proprio ministero con dedizione. «La nostra debolezza non può giustificare la nostra ingiustizia», ha aggiunto, sottolineando l’importanza della trasparenza e del rispetto come pilastri irrinunciabili. Un messaggio che, nel giorno in cui si benedicono gli oli sacri e si rinnovano le promesse sacerdotali, assume un significato ancora più profondo.

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