Roma-Bologna 4-3 dopo i supplementari, i rossoblù di Italiano volano ai quarti di Europa League
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Redazione Sport
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All’Olimpico va in scena una notte di quelle che lasciano il segno, un derby italiano di Europa League che per novanta minuti sembra avere un copione ben definito, salvo poi riscriversi completamente nella sua parte conclusiva e regalare emozioni a profusione per oltre due ore di gioco. Il Bologna di Vincenzo Italiano, forte del pareggio per uno a uno maturato all’andata al Dall’Ara, compie l’impresa in casa della Roma e strappa il pass per i quarti di finale al termine di una partita pazzesca, finita quattro a tre dopo i tempi supplementari e decisa, nel secondo dei due tempi aggiuntivi, da una zampata di Nicolò Cambiaghi al minuto numero 111. Una gara che sembrava indirizzata verso i rossoblù, capaci di confezionare un primo tempo di spessore e di costruirsi un doppio vantaggio che all’Olimpico gelava il pubblico di casa, ma che poi i giallorossi di Gian Piero Gasperini hanno saputo ricucire con orgoglio, riportandosi in parità e costringendo tutti a restare in campo per altri trenta minuti.
La partita si accende dopo una prima fase di studio, quando al ventiduesimo minuto Jonathan Rowe trova il pertugio giusto per battere Mile Svilar e portare in vantaggio gli ospiti, un gol che mette immediatamente in salita la salita per i padroni di casa i quali, nonostante il possesso palla e la spinta, faticano a trovare varchi nella retroguardia felsinea. La reazione della Roma è affidata ai piedi di chi prova a inventare qualcosa, ma è da un corner che arriva il pari di Evan N’Dicka, difensore ivoriano che con un colpo di testa preciso riporta i suoi in carreggiata, fissando il punteggio sull’uno a uno e completando una sua personale striscia positiva in termini realizzativi: quattro gol in quattro gare consecutive di coppa. Nella gestione del pallone, tra l’altro, N’Dicka si rivelerà un fattore determinante anche in fase di costruzione, totalizzando alla fine ottanta passaggi riusciti e surclassando in questa particolare classifica chiunque altro fosse sceso in campo, compreso il giovane Pisilli fermo a settantasette. Si arriva così all’intervallo, poi nella ripresa la musica sembra cambiare ancora una volta e in peggio per i colori giallorossi: un errore in fase di impostazione, con Cristante che perde un pallone sanguinoso in uscita sotto la pressione di Rowe, spiana la strada a Santiago Castro, il quale non perdona e realizza la rete del nuovo vantaggio ospite, quello che riporta il Bologna sul due a uno e che, vista la posta in palio, rischia di essere letale per le ambizioni di rimonta della squadra di Gasperini.
Invece, proprio quando la partita sembra volgere verso i rossoblù, la Roma trova le energie per un ultimo, poderoso sussulto. Prima del novantesimo minuto, e precisamente quando il cronometro segna il quarantunesimo della ripresa, i capitolini riescono a ristabilire la parità con un’altra delle loro trame offensive, riportando il risultato sul due a due. E non finisce qui, perché nel corso del primo tempo supplementare, al minuto numero centocinque, le due squadre si superano ancora una volta, quasi a voler dimostrare di non aver intenzione di lasciare nulla di intentato: da una parte e dall’altra si susseguono azioni e contropiedi, fino a quando non arriva addirittura il tre a tre dopo un continuo scambio di sorpassi e riprese, una girandola di emozioni che tiene incollati alla sedia i tifosi e gli spettatori neutrali. Ormai lanciate verso la conclusione, Roma e Bologna non si risparmiano, ma a decidere l’incontro è, al centoundicesimo minuto del secondo supplementare, la giocata di Nicolò Cambiaghi, il quale insacca la rete del definitivo quattro a tre per i suoi e regala così alla formazione di Italiano una qualificazione storica ai quarti di finale di Europa League, dove ad attendere i rossoblù ci sarà ora la vincente tra Aston Villa e Lilla. Una partita dalle mille emozioni che, per lunghi tratti, ha visto il Bologna comandare il gioco, salvo poi subire il ritorno della Roma e trovare infine nel finale la forza per spuntarla.
Un primo tempo di sostanza per i rossoblù, poi la rimonta giallorossa e l’epilogo ai supplementari
Analizzando la partita, colpisce come il Bologna abbia saputo gestire i momenti di difficoltà, incassando i colpi della Roma ma rimanendo sempre in partita, fino a piazzare la stoccata decisiva quando ormai l’aria dell’Olimpico sembrava carica di energia positiva solo per i padroni di casa. Gli uomini di Italiano, dopo essere passati in vantaggio e aver subito il pareggio di N’Dicka, hanno avuto la lucidità di ripartire forte nella ripresa, sfruttando l’errore di Cristante e trovando il nuovo vantaggio con Castro; il tecnico rossoblù, dal canto suo, ha operato scelte funzionali nel corso della gara, attendendo i momenti giusti per inserire forze fresche che potessero mantenere alta l’asticella dell’intensità. Dall’altra parte, la Roma di Gasperini, pur mostrando carattere nel recuperare per due volte lo svantaggio e nel credere fino all’ultimo nella possibilità di portare la partita dalla propria parte, ha pagato a caro prezzo alcune disattenzioni difensive, come quella che ha portato al terzo gol del Bologna e come, probabilmente, qualche errore di troppo in fase di costruzione che in serate di questo livello finiscono per diventare letali.
N’Dicka protagonista in gol e in costruzione, Cambiaghi firma l’impresa
Se da una parte N’Dicka si è reso protagonista con il suo quarto gol consecutivo in Europa League e con una mole di passaggi impressionante – che lo hanno portato a essere il giocatore con più tocchi e più precisione nella circolazione del pallone – dall’altra parte il Bologna ha potuto contare su una prova corale di grande spessore e, nei momenti decisivi, sulle giocate dei singoli. A partire da Rowe, autore del primo vantaggio e dell’azione che ha portato al rigore in seguito al fallo subito da Castro? No, non di rigore si è trattato, ma di un errore palla in mano che ha generato la rete del due a uno, e poi naturalmente il subentrante Cambiaghi, il quale con il suo gol al centoundicesimo ha scritto una pagina importante per la storia europea del club felsineo. Per i rossoblù, d’altronde, questa qualificazione rappresenta un traguardo di prestigio, considerando anche il momento non semplice in campionato e la necessità di trovare nelle coppe quella linfa vitale in grado di ravvivare un’intera annata. Adesso ai quarti di finale, contro chiunque arrivi dalla sfida tra Aston Villa e Lille, ci sarà un altro ostacolo da superare, ma intanto Italiano e i suoi possono godersi una notte magica, di quelle che cementano un gruppo e lo proiettano verso nuovi obiettivi con una consapevolezza diversa.




