Tensioni Usa-Vaticano sulla Cina
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Redazione Esteri
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Riaffiorano le tensioni tra gli Stati Uniti e il Vaticano, in particolare sulla questione cinese, all'indomani delle elezioni americane che hanno visto la vittoria di Donald Trump, il quale si appresta a diventare il 47° presidente degli Stati Uniti. Le preoccupazioni della Santa Sede sono emerse quasi in tempo reale, con il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, che ha sottolineato l'importanza dell'accordo rinnovato con la Cina sulla nomina dei vescovi per altri quattro anni. Questo accordo, cruciale per mantenere un dialogo aperto con Pechino, è stato ribadito nonostante le tensioni politiche.
I vescovi statunitensi, dal canto loro, hanno ricordato al presidente eletto Trump che gli insegnamenti della Chiesa rimangono immutati, sottolineando la necessità di lavorare per il bene comune e di superare la polarizzazione che ha caratterizzato il recente periodo elettorale. Il cardinale Parolin ha auspicato che Trump possa essere un elemento di distensione e pacificazione nei conflitti attuali, che stanno insanguinando il mondo.
L'elezione di Trump ha risuscitato vecchi fantasmi tra la Casa Bianca e la Santa Sede, soprattutto per quanto riguarda le politiche sull'immigrazione e i rapporti con la Cina. I cattolici americani bianchi, determinanti per la vittoria elettorale di Trump, hanno espresso il loro sostegno al nuovo presidente, il quale ha ricevuto offerte di preghiere e congratulazioni da numerosi leader religiosi, tra cui l'arcivescovo Timothy Broglio, presidente della Conferenza episcopale statunitense.
Il cardinale Parolin, augurando "tanta saggezza" a Trump, ha ribadito che questa è la virtù principale dei governanti secondo la Bibbia. Ha inoltre sottolineato l'importanza di lavorare per essere il presidente di tutto il Paese, superando le divisioni interne e promuovendo l'unità nazionale.




