Nexi scivola in Borsa nonostante i ricavi in crescita
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Redazione Economia
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In una giornata negativa per Piazza Affari, Nexi ha messo a segno la peggiore performance dell’intero listino FTSEMib, con un calo che ha sfiorato il 6% e ha portato il titolo a chiudere sui 4,186 euro, dopo aver toccato un minimo di 4,024 euro. Un tonfo così marcato, che si è distinto nel panorama generale dell’indice, è apparso ancor più significativo se si considera l’elevatissimo volume di scambi, con oltre 21,5 milioni di azioni passate di mano in poche ore, a dimostrazione di una vivace reazione del mercato. Questo cospicuo ribasso, peraltro, è giunto nonostante il gruppo avesse da poco comunicato i dati economico-finanziari relativi ai primi nove mesi e al terzo trimestre del 2025, numeri che, a prima vista, delineavano un’azienda in salute e in progressione.
I numeri positivi del trimestre
In un contesto economico che permane complesso, Nexi ha infatti mostrato segnali di robustezza, registrando un incremento dei ricavi del 2,8% nei primi nove mesi dell’anno, i quali hanno così toccato i 2,6 miliardi di euro. L’EBITDA, da parte sua, ha raggiunto 1,4 miliardi, con un aumento del 3,5% su base annua, un dato che sottolinea come l’integrazione dei vari business e la ricerca di sinergie stiano producendo effetti tangibili in termini di efficienza operativa. La crescita, trainata principalmente dal dinamico segmento merchant e da un attento governo della spesa, ha permesso all’azienda di confermare i target finanziari prefissati per l’intero esercizio 2025, un elemento che di solito viene premiato dagli investitori.
Le ragioni tecniche del cedimento
La spiegazione di una così netta divergenza tra andamento di Borsa e fondamentali aziendali va forse ricercata in quelle che gli analisti definiscono “evidenze tecniche”. L’analisi settimanale del titolo, infatti, ha evidenziato un cedimento nella sua forza relativa rispetto all’indice di riferimento, un peggioramento che ha spinto molti a classificare la situazione come potenzialmente negativa. Le proiezioni tecniche indicano la possibilità di ulteriori discese, con un obiettivo che punta dritto verso l’area di supporto immediato situato intorno ai 4,053 euro, un livello che, se violato, potrebbe aprire la strada a nuovi phase di debolezza.
Una guidance giudicata tiepida
Ciononostante, il motore principale della vendita sembra essere stata una percezione di “guidance tiepida” da parte del mercato. La conferma degli obiettivi per il 2025, se da un lato rassicura sulla stabilità della strategia, dall’altro potrebbe non aver soddisfatto quelle aspettative di crescita più vivace che alcuni investitori si attendevano, soprattutto dopo i risultati positivi del trimestre. È plausibile, quindi, che gli operatori abbiano voluto monetizzare parte dei guadagni o si siano spostati su altri asset, ritenendo che le prospettive immediate, seppur solide, non offrissero elementi di sorpresa sufficienti a giustificare ulteriori rialzi nel breve periodo.




