Procura di Milano indaga Corona per revenge porn, sequestrato il podcast Falsissimo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nuove e gravi questioni giudiziarie coinvolgono Fabrizio Corona, indagato dalla Procura di Milano per il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn. L'inchiesta, che ha presendo il via da una querela presentata da Alfonso Signorini, ha portato all'esecuzione di perquisizioni in diversi luoghi, tra i quali l'abitazione milanese dell'ex paparazzo e gli studi dove viene prodotto il suo podcast, "Falsissimo". Gli investigatori, agendo su mandato della magistratura, hanno proceduto al sequestro preventivo di tutto il materiale relativo alla nuova puntata del format, quella al centro delle accuse, al fine di evitarne un'ulteriore divulgazione mentre le indagini sono in corso. Lo stesso Corona, pur non avendo rilasciato dichiarazioni ufficiali alle autorità, è apparso sui social network per rassicurare i suoi seguaci, affermando di star "rifacendo tutto" il contenuto, una mossa interpretata come una reazione alla sottrazione forzata del materiale investigato.
La denuncia e le perquisizioni
Il contesto dell'indagine, come ricostruito dagli atti, affonda le sue radici in una delle ultime uscite di "Falsissimo", nelle quali Corona avrebbe diffuso contenuti riguardanti la vita privata di Signorini, giudicati offensivi e lesivi della sua sfera intima. La reazione del direttore di "Chi", la cui carriera è legata anche alla conduzione del "Grande Fratello Vip", è stata immediata e ha formalizzato una protesta che era già nell'aria, considerando il clima teso tra le due figure. Le perquisizioni, eseguite anche presso la sede della società Velvet Cut srl, hanno l’obiettivo di acquisire ogni elemento utile, dai supporti digitali ai progetti editoriali, per verificare la fondatezza delle accuse e ricostruire le modalità di acquisizione e di pubblicazione del materiale contestato, il cui contenuto specifico non è stato divulgato dalle autorità per tutelare le persone coinvolte.
Le altre accuse nel podcast
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, il podcast di Corona aveva già sollevato un altro pesante strascico di polemiche, andando ben oltre i confini della cronaca mondana. Nell'episodio ora sequestrato, infatti, l'ex paparazzo non si era limitato a diffondere il materiale oggetto della querela, ma aveva anche formulato precise accuse di natura diversa contro Signorini, dipingendo un quadro di presunte molestie sessuali e di abusi di potere nell'ambiente televisivo. Secondo la ricostruzione proposta da Corona, e supportata dalla citazione di un testimone, si sarebbe consumata una dinamica di richieste indecenti in cambio di opportunità lavorative, un meccanismo che, se veritiero, getterebbe un'ombra inquietante su un settore già sotto osservazione per certi comportamenti. Queste rivelazioni, sebbene non abbiano ancora avuto un riscontro in sede giudiziaria specifica, hanno contribuito a creare un clamore mediatico che ha travalicato la stessa notizia del sequestro.
Le reazioni nel mondo dello spettacolo
Il turbine delle indiscrezioni ha inevitabilmente lambito anche altri personaggi pubblici, creando un alone di attesa per eventuali prese di posizione. In un contesto dove molti hanno preferito il silenzio o dichiarazioni caute, un gesto inaspettato è arrivato da Belén Rodríguez, la quale, senza entrare direttamente nel merito delle accuse, ha compiuto una scelta simbolica che è stata interpretata come un distacco dal clima pesante. La vicenda, nel suo complesso, resta dunque saldamente ancorata al procedimento penale aperto a Milano, il cui iter è ora focalizzato sull'analisi del materiale sequestrato e sulla valutazione della condotta di Corona, mentre le altre rivelazioni contenute nel podcast attendono, al momento, di trovare uno spazio proprio nelle aule di giustizia.




