Bugatti W16 Mistral, ultimo esemplare consegnato: finisce un'era, ma la scappatoia esiste (per pochi)
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'Atelier di Molsheim ha consegnato l'ultimo esemplare della Bugatti W16 Mistral, sancendo la fine di un capitolo lungo oltre vent'anni. Il celebre motore W16 quadriturbo da 8,0 litri, che debuttò nel 2005 sulla Veyron per poi essere ereditato dalla Chiron, esce di scena dalle vetture stradali della Casa francese per lasciare il passo alla nuova era dell'hypercar, rappresentata dalla Tourbillon e dal suo motore V16.
L'ultima roadster a motore centrale, svelata il 19 agosto 2022 e presentata poco dopo alla Monterey Car Week e poi al Concorso d'Eleganza di Chantilly, chiude così una produzione che ha fatto la storia dell'automobilismo moderno, forte di una potenza di 1600 CV e di un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti ereditato dalla Chiron Super Sport 300+.
La fine della ventennale dinastia del W16
Con la consegna dell'ultima W16 Mistral, Bugatti ha ufficialmente posto il sigillo sulla produzione del motore a sedici cilindri che per due decenni ha rappresentato il vertice assoluto dell'ingegneria automobilistica. Quell'8,0 litri sovralimentato da quattro turbocompressori, capace di erogare una cavalleria devastante, ha accompagnato generazioni di appassionati e collezionisti, diventando un'icona tanto quanto le vetture che lo ospitavano.
La roadster francese, ultima erede di questa stirpe, passa alla storia non solo per le prestazioni mozzafiato, ma anche per essere l'ultimo modello ad aver montato quel propulsore epico. Un'uscita di scena che segna un cambio di rotta netto per il marchio, ora proiettato verso un futuro ibrido e tecnologicamente diverso, dove il rombo del W16 lascerà spazio a sonorità inedite.
La scappatoia per i collezionisti: il Programma Solitaire
Sebbene la produzione di serie della W16 Mistral si sia ufficialmente conclusa, per i facoltosi collezionisti che desiderano ancora mettere le mani su un esemplare equipaggiato con il motore W16 esiste una via privilegiata, sebbene impervia per le tasche dei comuni mortali. Si tratta del Programma Solitaire, un'iniziativa della Casa di Molsheim che consente ai clienti più selezionati di commissionare esemplari unici e personalizzati, praticamente delle opere d'arte su ruote realizzate su misura.
Attraverso questo canale, chi dispone di un budget praticamente illimitato può ancora aggirare la fine della produzione e assicurarsi un'auto costruita attorno al celebre propulsore a sedici cilindri, ormai ufficialmente in pensione per il grande pubblico. Una possibilità che conferma come, nel mondo delle hypercar di lusso, le regole del mercato possano essere scritte e riscritte dai pochi che possono permetterselo.
Le caratteristiche tecniche della Mistral W16
La Mistral, che è stata concepita come una roadster basata sulla piattaforma della Chiron, sposa l'eredità tecnica della Super Sport 300+ condividendone il gruppo motore-trasmissione e la straordinaria potenza di 1600 CV, gestita da un cambio automatico a doppia frizione a 7 marce. Quella potenza, resa possibile dal complesso sistema di sovralimentazione del W16, fa della Mistral non solo un pezzo da collezione, ma anche una delle vetture stradali più performanti mai realizzate.
Il suo design, caratterizzato da linee fluide e da un'abitacolo che integra la strumentazione con materiali pregiati, è stato studiato per esaltare la meccanica sottostante e per offrire un'esperienza di guida che difficilmente potrà essere replicata con la stessa intensità dai futuri modelli a V16.
Un addio che apre le porte al futuro
Bugatti ha voluto celebrare questo passaggio con la dovuta solennità, confermando che il ciclo ventennale del W16 è giunto al termine con l'ultima Mistral uscita dalla linea di montaggio. La roadster, nonostante abbia raggiunto la fine del suo percorso produttivo, rimarrà per sempre un simbolo di un'epoca in cui la potenza assoluta e l'ingegneria senza compromessi erano gli unici parametri da rispettare. Con la Tourbillon e il suo motore V16, la Casa di Molsheim apre ora un nuovo capitolo, segnato da tecnologie ibride e da un approccio diverso alle prestazioni.
Un cambio di paradigma che lascia un vuoto nel cuore degli appassionati, ma che allo stesso tempo proietta il marchio verso orizzonti inesplorati, dove la storia del W16 resterà comunque un punto di riferimento indelebile.




