Rogo nel deposito Bartolini a Milano: fiamme e colonna di fumo nero in Bovisa

Rogo nel deposito Bartolini a Milano: fiamme e colonna di fumo nero in Bovisa
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vasto incendio è divampato nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 luglio all'interno del deposito Bartolini situato in via Don Giovanni Minzoni, nel quartiere milanese della Bovisa. Le fiamme, sprigionatesi attorno alle 19.30, hanno rapidamente avvolto l'area destinata allo stoccaggio della merce, generando una densa colonna di fumo nerastro che si è sollevata a decine di metri di altezza, risultando visibile non solo in diversi punti della città ma anche nell'hinterland circostante.

Sul posto sono immediatamente intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco del capoluogo lombardo, impegnate in un'operazione di spegnimento resa complessa dalla natura dei materiali in combustione.

La dinamica del rogo e l'area interessata

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai tecnici sul luogo dell'evento, il fuoco avrebbe preso origine da un container posizionato all'interno dell'area di pertinenza del deposito logistico per poi propagarsi in maniera estremamente veloce al capannone centrale, dove erano stoccati pacchi e prodotti pronti per la distribuzione, tra i quali figurava anche una quantità significativa di materiale elettronico.

Il calore sprigionato dalla combustione di questi oggetti ha contribuito ad alimentare ulteriormente le fiamme, che si sono estese fino a lambire il parcheggio adibito ai mezzi pesanti, causando l'esplosione di alcuni furgoni parcheggiati nelle vicinanze; le deflagrazioni, udite a distanza, hanno aumentato il livello di allarme tra i residenti della zona di Dergano e dei quartieri limitrofi, avvolti da una coltre di fumo acre e denso che ha reso l'aria irrespirabile per diverse ore.

L'intervento dei Vigili del Fuoco

I pompieri, giunti sul posto con diverse autobotti e mezzi specializzati, hanno subito disposto un perimetro di sicurezza attorno all'area interessata dal sinistro per consentire le operazioni di spegnimento in condizioni di massima sicurezza e per evitare che il rogo potesse estendersi alle strutture vicine.

Le operazioni si sono protratte a lungo nel corso della serata e hanno richiesto l'impiego di ingenti risorse per domare un incendio che, viste le dimensioni del piazzale e la quantità di materiale infiammabile presente, ha assunto rapidamente i contorni di un intervento di notevole complessità.

Non risultano al momento segnalazioni di persone coinvolte o ferite tra il personale del deposito e i residenti della zona, anche se le autorità competenti hanno raccomandato di tenere chiuse le finestre per limitare l'inalazione dei fumi tossici generati dalla combustione della plastica e dei componenti elettronici.

La visibilità e l'impatto sulla città

L'alta colonna di fumo nero sprigionatasi dall'incendio è stata avvistata a diversi chilometri di distanza dal luogo del rogo, diventando oggetto di numerose segnalazioni e immagini diffuse attraverso i canali social da cittadini e automobilisti che percorrevano le principali arterie di collegamento con il capoluogo; il pennacchio scuro, ben visibile anche dall'alto dei grattacieli del centro direzionale e dalle zone periferiche occidentali, ha letteralmente avvolto alcuni quartieri, tanto da far ipotizzare inizialmente a molti un incidente di ben altra portata.

Gli accertamenti sulle cause che hanno innescato la scintilla iniziale sono attualmente in corso da parte degli inquirenti, che stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza interni all'area logistica e acquisendo le testimonianze dei dipendenti presenti al momento dello scoppio per ricostruire con esattezza la dinamica e l'origine dell'evento, al momento riconducibile a un incidente ma sul quale resta massimo riserbo investigativo.

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