Longo e il Crotone tra orgoglio e rimpianti: "Partita eccezionale, ma le scelte hanno pesato"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Emilio Longo, seduto in conferenza stampa dopo il 4-1 subito contro la Juventus Next Gen, ha scelto le parole con cura, bilanciando l’amarezza per il risultato con la consapevolezza di una prestazione che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Quello che è successo sul campo dello Stadio Pozzo La Marmora di Biella, però, è stato un ribaltamento netto, un divario che lo stesso allenatore ha definito «illogico», soprattutto alla luce dei primi venticinque minuti, durante i quali il Crotone ha dettato ritmo e gioco.
«L’impatto della squadra è stato devastante», ha spiegato Longo, sottolineando come il punteggio finale non rifletta l’andamento di una partita che, almeno nella fase iniziale, aveva visto i suoi giocatori pressare alto, creare occasioni e controllare le dinamiche. Poi, il rigore trasformato da Adzic con un cucchiaio – nato da un’azione personale di Pietrelli – ha cambiato tutto, spalancando le porte a una rimonta bianconera che ha messo in luce alcune fragilità rossoblù.
Quello che più ha lasciato l’amaro in bocca all’allenatore è stata l’incapacità di gestire le situazioni chiave. «Alcune scelte non hanno favorito la mia squadra», ha ammesso, senza entrare nel dettaglio ma lasciando intendere che, tra errori arbitrali e decisioni tattiche, il Crotone sia stato punito oltre i propri demeriti. Un concetto ribadito più volte: la partita prometteva ben altro, eppure si è trasformata in una sconfitta pesante, che allontana ulteriormente il terzo posto in classifica.
Dal canto suo, la Juventus Next Gen ha dimostrato di poter lottare per i playoff, grazie a una prestazione convincente e a un Adzic in stato di grazia, capace di guidare i suoi con una doppietta e un’assist. Se il Crotone dovrà fare i conti con l’analisi di un risultato che interrompe una striscia positiva, i bianconeri possono invece guardare avanti con ottimismo, consapevoli di aver superato una delle squadre più competitive del girone.




