Barilla inaugura Bite a Parma, il nuovo cuore tecnologico per il cibo del futuro
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Redazione Economia
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In quella che può essere considerata una mossa strategica per consolidare la propria leadership nel settore alimentare, il Gruppo Barilla ha inaugurato a Parma Bite, acronimo che sta per Barilla Innovation & Technology Experience, un avamposto di ricerca e sviluppo che si estende per circa quattordicimila metri quadri. Gianluca Di Tondo, amministratore delegato del gruppo, non ha usato mezzi termini per definire l'importanza della nuova struttura, affermando con decisione che "è un'azienda ambasciatrice del Made in Italy, questo luogo lo vuole dimostrare". Di Tondo ha poi proseguito, sottolineando come "questo è il cuore e sarà sempre più il cuore dello sviluppo di tutti i nostri prodotti", una dichiarazione che lascia pochi dubbi sulle ambizioni dell'azienda di fondare il proprio futuro innovativo proprio all'interno di questi spazi.
La visione del cibo di domani
La prospettiva delineata da Michele Amigoni, responsabile della ricerca e sviluppo qualità del gruppo, si spinge oltre l'immediato, proiettandosi verso un orizzonte temporale che abbraccia il prossimo decennio. "Il cibo del futuro in Bite vogliamo che nasca innanzitutto dalla comprensione dei bisogni delle persone del futuro", ha spiegato Amigoni, ponendo l'accento su una filosofia progettuale che parte dall'ascolto. La domanda centrale alla quale i ricercatori cercheranno di dare una risposta, infatti, ruota attorno a come "tra 5 o 10 anni le persone consumeranno il cibo", un interrogativo che richiede non solo competenze tecniche elevate ma anche una profonda capacità di analisi sociologica e delle abitudini emergenti.
Tecnologie d'avanguardia nella food valley
All'interno dei vasti laboratori e degli impianti pilota, che occupano una superficie paragonabile a due campi da calcio, trovano posto strumentazioni all'avanguardia, alcune delle quali peculiari per un'azienda alimentare. Tra queste, il rugosimetro, uno dispositivo specializzato nella misurazione della tenuta di cottura della pasta, rappresenta un esempio tangibile di come l'innovazione tecnologica sia al servizio della perfezione del prodotto finito. Questi macchinari, molti dei quali sviluppati su misura, sono gli strumenti di lavoro quotidiano per oltre duecento professionisti, i quali, con il loro lavoro, sono chiamati a immaginare e poi a realizzare gli alimenti che arriveranno sulle tavole dei consumatori.
Un investimento sul territorio e sulla ricerca
L'operazione, che ha richiesto un investimento complessivo di venti milioni di euro, non solo consolida la presenza del colosso italiano nel cuore della food valley parmense, ma segna un impegno concreto nella ricerca pura e applicata. L'inaugurazione di Bite non costituisce semplicemente l'apertura di un nuovo edificio, bensì l'attivazione di un vero e proprio ecosistema dell'innovazione, dove le idee possono essere testate, prototipate e validate in un unico luogo, accelerando notevolmente i processi che dal concept portano al prodotto finale. Si tratta di una scelta che punta a mantenere il gruppo all'avanguardia in un mercato globale in continua e rapida evoluzione.




