Il prezzo della RAM raddoppia: crisi da domanda AI e scalper in azione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mercato della memoria RAM, componente fondamentale per qualsiasi dispositivo elettronico, è scosso da una tempesta perfetta che ne sta stravolgendo i listini in modo brutale, spingendo i prezzi verso vette che solo pochi mesi fa sarebbero sembrate fantascientifiche. Si stanno registrando, infatti, aumenti anche del trecento percento rispetto ai periodi pre-crisi, trasformando quella che era una spesa accessibile in un vero e proprio investimento, al punto che alcuni moduli ad alte prestazioni hanno superato, in termini di costo, una console di ultima generazione. Questo ribaltamento dei valori di mercato non è un semplice aggiustamento, bensì il sintomo di uno squilibrio profondo tra domanda e offerta, la cui origine affonda le radici in un settore apparentemente distante: quello dell'intelligenza artificiale generativa.

L'impatto dell'IA sul mercato mobile: una battaglia per le risorse

La corsa all'hardware specializzato per l'elaborazione di modelli AI, che consuma ingenti quantità di chip di memoria di tipo avanzato, sta dirottando la produzione delle principali aziende del settore, creando una penuria di componenti per altri mercati. Questo fenomeno, che sta già facendo lievitare i costi del personal computing, si appresta a colpire con forza inaspettata anche il mondo degli smartphone, mettendo fine a un decennio di crescita costante delle specifiche. Le indiscrezioni che filtrano dalla supply chain asiatica dipingono infatti uno scenario per il 2026 quasi paradossale: potremmo trovarci di fronte a dispositivi dal prezzo medio destinato a salire, toccando cifre prossime ai 465 dollari, ma che potrebbero offrire, in alcuni casi, quantità di RAM inferiori rispetto agli standard attuali. L'industria si trova dunque a un bivio, costretta a bilanciare le risorse scarse tra la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale on-device e le esigenze di memoria multitasking degli utenti.

Speculazione e mercato grigio: il ritorno degli scalper

Come accade in tutte le situazioni di scarsità, alla carenza oggettiva si accompagna il proliferare di pratiche speculative che aggravano ulteriormente la situazione per l'utente finale. Accanto ai normali rincari applicati dalla distribuzione, è infatti tornato in auge il fenomeno degli scalper, che sfruttano piattaforme di vendita online per piazzare kit di memoria a prezzi spropositati, arrivando a chiedere anche il doppio rispetto al prezzo di listino consigliato. Questi bagarini digitali, scomparsi dopo la fine della crisi delle schede video legata al mining di criptovalute, hanno trovato un nuovo terreno fertile nell'attuale panico da RAM, approfittando della disperazione di chi necessita di aggiornare il proprio computer o assemblare un nuovo sistema. La loro attività, sebbene condannata dalla maggior parte degli appassionati, è un sintomo lampante di come la carenza abbia superato i confini del mercato regolato.

Le conseguenze per il settore tech e per i consumatori

L'effetto a catena di questa crisi è destinato a riverberarsi lungo tutta l'industria tecnologica, costringendo i produttori di dispositivi consumer a ricalcolare i propri piani e i propri listini. Per i consumatori, la prospettiva immediata è quella di dover pagare molto di più per ottenere le stesse prestazioni di un anno fa, o di accontentarsi di configurazioni più modeste a parità di budget. La situazione, che non sembra destinata a risolversi nel breve termine, rischia di rallentare il ricambio tecnologico e di allungare il ciclo di vita dei dispositivi in uso, in un attesa, forse vana, di un ritorno alla normalità dei prezzi. Intanto, la domanda di potenza di calcolo per l'IA, trainata anche dalle politiche industriali di paesi come gli Stati Uniti, dove il presidente Trump ha ripreso servizio, continua a crescere, assorbendo risorse che una volta fluivano verso altri segmenti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.