Il vescovo Palumbo sollecita la politica per la crisi Stellantis

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un intervento che riflette la profonda preoccupazione per le sorti del territorio, il vescovo della diocesi di Termoli-Larino, monsignor Claudio Palumbo, ha espresso con forza la propria vicinanza ai lavoratori dello stabilimento Stellantis, i quali, a partire dal primo settembre, verranno interamente ricollocati in cassa integrazione. La misura, che comporta una sensibile riduzione dello stipendio, alimenta un’apprensione sempre più pressante per il futuro dell’indotto e delle famiglie.

La gravità della situazione è sottolineata dall’autorevole messaggio della massima autorità ecclesiastica locale, la quale, seguendo il solco tracciato dal predecessore Gianfranco De Luca, sollecita in modo netto la politica e i responsabili di ogni livello a impegnarsi senza riserve per ricostruire le prospettive dell’industria automobilistica. L’appello, che va oltre il mero conforto spirituale, rappresenta una chiara chiamata all’azione per ridare speranza a un’area il cui tessuto socioeconomico è fortemente legato alla fabbrica.

La crisi del colosso automobilistico, del resto, appare di difficile soluzione, come dimostrano gli sviluppi negli altri impianti nazionali. A Mirafiori, infatti, è stato annunciato un nuovo e massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali: dal prossimo primo settembre, ben 2.297 contratti di solidarietà interesseranno tutti i dipendenti dello stabilimento torinese, con una durata prevista fino alla fine dell’anno corrente. Una misura che coinvolge trasversalmente i reparti, dalla Carrozzeria della linea della 500 Bev a quella Maserati

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