Gibellina, inaugurata Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con una cerimonia densa di significati, tenutasi lo scorso 15 gennaio, Gibellina ha dato formalmente inizio al suo anno da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, un riconoscimento che, come sottolineato dalle istituzioni presenti, mira a trasformarsi in una vetrina internazionale per l’intera provincia di Trapani. L’evento, che ha visto la partecipazione corale dei rappresentanti del territorio, non si è limitato a celebrare un Titolo, ma ha voluto ribadire, attraverso la memoria del sisma del 1968 e della successiva ricostruzione, una vocazione progettuale che guarda al domani. Il progetto curatoriale “Portami il futuro”, affidato ad Andrea Cusumano, incarna proprio questa volontà di fare della città, e del suo iconico Cretto, un laboratorio artistico permanente, dove la creatività diviene strumento di politica pubblica e leva per uno sviluppo che si intende sia sociale che economico, con un’attenzione particolare rivolta alle nuove generazioni.
Il coinvolgimento delle scuole e il rilancio territoriale
Proprio i giovani e la formazione rappresentano uno dei cardini dell’iniziativa, come dimostra l’adesione di 159 istituti scolastici siciliani a un progetto finanziato dalla regione con 700 mila euro. L’obiettivo, esplicito, è quello di avvicinare gli studenti all’arte contemporanea attraverso percorsi didattici dedicati alla storia e al patrimonio di Gibellina, consolidando quel legame tra arte e territorio che è alla base dell’identità del luogo. Si tratta di un investimento che trascende la dimensione puramente culturale, puntando a rafforzare, nelle scuole, la consapevolezza di un modello di rinascita che ha fatto della creatività il suo perno fondante, dopo la tragedia del terremoto.
Le prime mostre e la valorizzazione degli artisti locali
Tra le prime manifestazioni concrete del programma del 2026, la mostra “Elenk’Art”, allestita all’interno del Museo MAC, offre una panoramica sulla produzione degli artisti siciliani dell’ultima generazione, attraverso una selezione di quadri e sculture. L’esposizione, curata da Alessandro Pinto e Sergio Troisi, sottolinea l’intenzione di dare spazio e visibilità al fermento creativo dell’isola, integrandolo nel più ampio discorso che Gibellina intende portare avanti. Si delinea così un percorso che, partendo dalla valorizzazione delle risorse locali, ambisce a costruire un dialogo artistico di respiro nazionale e internazionale, senza dimenticare le radici profonde di un esperimento urbano e sociale unico nel suo genere.
Un progetto oltre l’evento simbolico
La designazione a Capitale, dunque, non viene concepita come un evento fine a se stesso, ma come il catalizzatore di un processo di rilancio più ampio e strutturato, che coinvolge tutti i comuni del trapanese. L’arte, in questa visione, smette di essere un semplice ornamento per diventare parte integrante di una strategia di sviluppo, capace di attrarre risorse e di stimolare una riflessione collettiva sulla funzione pubblica della creatività. Il programma, ricco di appuntamenti, dovrà dimostrare di saper tradurre in eredità duratura questa ambizione, mantenendo fede a una storia che ha sempre fatto della ricostruzione, materiale e ideale, la sua ragion d’essere.




