Gibellina prima Capitale italiana dell’Arte contemporanea

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gibellina, piccolo comune della provincia di Trapani, ha ottenuto il prestigioso titolo di Capitale italiana dell’Arte contemporanea per il 2026, superando Todi in una competizione serrata. Questo riconoscimento è il frutto di un lavoro corale e di una visione unitaria che ha saputo coniugare i linguaggi delle arti plastiche, visive e teatrali sotto il progetto "Portami il futuro". Tale progetto, antitetico al presente derelitto, rappresenta un movimento di rinascita e speranza per un territorio segnato dal terremoto del 1968.

La storia di Gibellina è intrisa di sacrifici e di uomini eccezionali che hanno contribuito alla sua rinascita. Nel 1967, Danilo Dolci, insieme a Bruno Zevi, Ernesto Treccani e il giovane Peppino Impastato, marciò fino a Palermo per una "marcia per la pace". L'anno successivo, il terremoto del Belice aggiunse morte e disperazione al nulla che già caratterizzava la zona. Il parroco di Santa Ninfa, Antonio Riboldi, si trasferì con gli sfollati, organizzando veglie notturne a cui parteciparono figure illustri come Guttuso, Sciascia, Levi e Zavattini. Di quelle notti rimane il quadro "La notte di Gibellina" del 1970 di Guttuso.

Ludovico Corrao, sindaco dell'Utopia, ha giocato un ruolo fondamentale nella trasformazione di Gibellina. Dopo il terremoto, la sua visione e il suo impegno hanno portato alla creazione di un centro di arte contemporanea che oggi è riconosciuto a livello nazionale. La nomina di Gibellina come Capitale italiana dell’Arte contemporanea è un tributo a questi uomini e al loro straordinario contributo.

La Sicilia, dopo Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025, celebra un altro importante riconoscimento.

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