Gibellina Capitale dell'Arte 2026 si ribella al fotovoltaico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Gibellina, la città del Trapanese ricostruita dopo il devastante terremoto del Belice del 1968, ha recentemente ottenuto il prestigioso titolo di Capitale italiana dell'arte contemporanea per l'anno 2026. Tuttavia, questa celebrazione è offuscata da una controversia che minaccia di oscurare il suo futuro artistico: la costruzione di un mega parco fotovoltaico di 48 Megawatt, grande quanto metà della città stessa.

Il sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera, ha espresso la sua ferma opposizione al progetto, definendolo "un evento più tragico del terremoto del 1968". In una lettera inviata al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, Sutera ha sottolineato come il parco fotovoltaico, pur puntando sull'energia verde, rischi di intaccare profondamente un'area che ancora fatica a rialzarsi dalle ferite del passato. La città, che ha trovato nell'arte un mezzo di rinascita e di riscatto, vede ora minacciata la sua identità culturale da un'iniziativa che, seppur lodevole dal punto di vista ambientale, potrebbe compromettere il delicato equilibrio raggiunto.

Il ministro della Cultura, Giuli, ha annunciato la scelta di Gibellina come Capitale italiana dell'arte contemporanea, sottolineando l'importanza di questa nomina per una città che ha saputo trasformare la tragedia in opportunità. Tuttavia, la notizia del parco fotovoltaico ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini e gli artisti che vedono in Gibellina un simbolo di resilienza e creatività. La città, che ospita il celebre Cretto di Burri, un'opera d'arte monumentale realizzata sulle rovine del vecchio centro abitato, rischia di essere oscurata da un progetto che, seppur necessario per la transizione energetica, potrebbe alterare irrimediabilmente il suo paesaggio.

La questione del parco fotovoltaico ha acceso un dibattito acceso tra sostenitori e oppositori del progetto. Da un lato, vi sono coloro che vedono nell'energia solare una soluzione indispensabile per affrontare le sfide climatiche del futuro; dall'altro, chi teme che la realizzazione di un impianto di tali dimensioni possa compromettere il patrimonio artistico e culturale di Gibellina.

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