Nonostante tutto, a Venezia il corto che racconta i ragazzi dell'Istituto dei Tumori
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Redazione Interno
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Un cortometraggio che nasce da un percorso terapeutico e si trasforma in racconto collettivo. “Nonostante tutto” è il film che Mediafriends ha portato in anteprima assoluta all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato proiettato il 9 settembre nell'ambito dell'iniziativa “Che Spettacolo”, promossa dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con Corriere della Sera, Io Donna e Cinematografo.
Al centro della narrazione ci sono gli adolescenti in cura presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e il loro cammino per tornare a essere protagonisti della propria storia.
Un progetto nato dal basso
Il cortometraggio affonda le radici nel Progetto Giovani, attivo da quindici anni nel reparto di Pediatria oncologica dell'istituto milanese, dove l'espressione artistica diventa strumento di rielaborazione della diagnosi. Scritto da Cristiano Nardò e Tobia Passigato e diretto dallo stesso Nardò, il film è il frutto di un lavoro iniziato con la sitcom “Ho Preso un Granchio”, ideata e interpretata dagli stessi ragazzi sotto la supervisione di un team professionale e con il supporto della Fondazione Bianca Garavaglia ETS.
Il professor Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani, ha spiegato che «non si ride della malattia ma si ride dentro la malattia», sottolineando come l'ironia purifichi il modo di parlarne liberandolo da pietismi.
Le voci dei protagonisti
Sul palco veneziano si sono alternati i ragazzi del Progetto, le cui testimonianze compongono il tessuto narrativo del documentario. Le loro parole restituiscono la quotidianità dell'ospedale, le fatiche, le paure ma anche la capacità di stare insieme e di ritrovare il sorriso. «Ho pianto solo due volte, per la diagnosi e quando ho dovuto smettere con il basket», racconta uno di loro, mentre un altro osserva che «un altro problema della malattia è la reazione degli amici e quello che puoi fare è tenerti accanto le persone giuste».
C'è anche chi sintetizza così l'esperienza: «Ci sono giornate buone e altre meno buone, però qui dentro ridiamo molto e giochiamo molto». Il regista Nardò ha spiegato di aver dovuto esercitare «l'arte dell'invisibilità», lasciando spazio ai ragazzi con discrezione e fiducia affinché il loro punto di vista arrivasse al pubblico senza filtri.
Le dichiarazioni istituzionali
Nel corso della presentazione veneziana sono intervenuti i vertici di Mediafriends e delle realtà coinvolte. Pier Silvio Berlusconi, presidente di Mediafriends e di MFE-MediaForEurope, ha dichiarato: «Portare alla Mostra del Cinema di Venezia “Nonostante tutto”, un cortometraggio che racconta i ragazzi dell'Istituto dei Tumori mettendo al centro le loro vite, non la malattia, per Mediafriends e per tutta Mediaset significa molto». Ha poi aggiunto: «Significa raccontare le loro storie, i loro sogni, la voglia di guardare avanti».
Alessandro Billi, vicepresidente di Mediafriends, ha evidenziato come l'ente abbia lasciato spazio ai ragazzi mettendo a disposizione soltanto i mezzi tecnici e una grande regia, ricevendo in cambio «commozione, verità e, soprattutto, autenticità». Monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, ha definito il progetto «il senso della nostra presenza alla Mostra del Cinema di Venezia», aggiungendo che «Nonostante tutto ha il potere di rendere più veri anche i film del concorso».
Il contesto della Mostra
L'83ª edizione della rassegna veneziana, diretta da Alberto Barbera e presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, si è svolta al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, con la cerimonia di apertura affidata al dramma “Ink” di Danny Boyle e la chiusura curata da Giovanni Veronesi con “Dio ride”. Nel calendario della mostra hanno trovato spazio anche le masterclass con George Clooney, insignito del Leone d'oro alla carriera, Luc Besson ed Ellen Burstyn, mentre a Luca Guadagnino è stato consegnato il premio Cartier Glory to the Filmmaker Award.
La presenza di “Nonostante tutto” si è inserita in questo panorama internazionale con una cifra distintiva, come ha osservato Gianpaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film, secondo cui il film «testimonia la potenza straordinaria del cinema e dell'audiovisivo: una forza capace innanzitutto di aggregare».
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