Trump ottimista sui dazi con la Cina, ma Pechino gioca la partita del bastone e della carota

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   "Stiamo procedendo con la Cina, stiamo andando bene, penso che andrà tutto molto bene". Con queste parole, pronunciate nella Roosevelt Room della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la sua fiducia nella possibilità di raggiungere un "accordo molto equo" con Pechino, nonostante le tensioni commerciali che da mesi contrappongono le due potenze. Le sue dichiarazioni, tuttavia, arrivano in un momento in cui la Cina sta alternando aperture a misure più dure, in quello che appare un calcolato equilibrio tra pressioni e concessioni.

Mentre Trump sottolinea i progressi nei negoziati, Pechino ha già respinto più volte i dazi imposti da Washington, definendoli "unilaterali e ingiusti". La strategia cinese, del resto, sembra puntare a logorare la controparte, alternando segnali di disponibilità a ritorsioni mirate, senza però chiudere del tutto il dialogo. Un approccio che, secondo alcuni osservatori, potrebbe nascondere l’intenzione di guadagnare tempo in attesa di sviluppi politici interni agli Stati Uniti.

Intanto, l’amministrazione americana ha stretto intese commerciali con Sud Corea, Thailandia e Cambogia, accordi che potrebbero rafforzare la posizione negoziale di Washington nel confronto con la Cina. Se Trump insiste nel descrivere un quadro positivo, definendo "molto equo" il possibile compromesso, Pechino mantiene un profilo più cauto, evitando trionfalismi ma senza rinunciare a controffensive settoriali.

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