Sanremo, taglio del nastro in corso Imperatrice per il Villaggio delle Radio. Mager: “Grande fermento in città”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è tenuta questa mattina la cerimonia di inaugurazione del Villaggio delle Radio, l’appuntamento che tradizionalmente anticipa l’inizio della settimana del Festival di Sanremo e che ne costituisce ormai uno degli eventi collaterali più longevi e seguiti. Nel tratto di corso Imperatrice che costeggia il Casinò, quello stesso tratto che negli ultimi anni ha visto susseguirsi i truck e le postazioni mobili delle principali emittenti nazionali, si è rinnovato il rito del taglio del nastro. Un gesto, quello delle forbici che recidono il tricolore, che dà simbolicamente il via non solo alle dirette radiofoniche che per sette giorni irroreranno la città di musica e interviste, ma anche al fitto calendario di incontri con gli artisti e di eventi diffusi che trasformeranno Sanremo in un palcoscenico permanente a cielo aperto. Il Villaggio, quest’anno, si presenta però con una conformazione in parte mutata rispetto al passato, segno di un’evoluzione che il Festival sta attraversando: il numero dei truck tradizionalmente allineati lungo il corso è diminuito, ma ciò non corrisponde a una riduzione della presenza delle emittenti, bensì a una loro diversa distribuzione sul territorio. Radio Italia, per citare un caso tra i più significativi, ha scelto di spostare il proprio quartier generale in piazzale Dapporto, mentre altre testate radiofoniche hanno optato per soluzioni logistiche alternative, trovando spazio all’interno di Casa Sanremo, che come di consueto sorgerà al Palafiori, o negli spazi del Villaggio del Festival allestito a Villa Ormond. Alcune emittenti, in un’ottica di sempre maggiore osmosi con la vita cittadina, hanno addirittura deciso di trasmettere le proprie programmazioni da postazioni temporanee allestite all’interno di negozi e attività commerciali del centro, in un processo che gli organizzatori definiscono di "Festival diffuso" e che mira a coinvolgere l’intero tessuto urbano, trasformando ogni angolo della città in un potenziale luogo di incontro tra i protagonisti della kermesse e il pubblico.
A sottolineare il clima che si respira alla vigilia della manifestazione, che prenderà ufficialmente il via questa sera con la prima serata condotta da Carlo Conti, è stato il sindaco Alessandro Mager. Il primo cittadino, insieme all’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, ha partecipato alle celebrazioni mattutine fermandosi a parlare davanti al radio truck di RTL 102.5, intervenendo in diretta nel programma "La Famiglia Giù al Nord" per raccontare l’atmosfera che si vive in queste ore. "C’è grande fermento in tutta la città", ha dichiarato Mager ai microfoni dell’emittente, "c’è una bella energia positiva che sicuramente aumenterà con l’aumentare delle presenze. L’anno scorso ricordo tantissimi giovani contenti, con il sorriso sulle labbra". Parole, le sue, che fotografano l’attesa di una città che si prepara a raddoppiare la propria popolazione e a diventare, per una settimana, la capitale indiscussa della musica leggera italiana e del talk show televisivo, ma anche un enorme set a cielo aperto per influencer e content creator. La diminuzione dei truck in corso Imperatrice, infatti, viene interpretata dall’amministrazione non come un segnale di cedimento dell’interesse mediatico, ma piuttosto come il sintomo di una maturità raggiunta dalla manifestazione, che oggi è in grado di irradiarsi ben oltre il suo perimetro storico, creando un tessuto connettivo di eventi e dirette che coinvolge l’intero centro urbano, da piazza Colombo a piazza Borea d’Olmo, passando per i giardini di Villa Ormond.
Il Villaggio si espande verso nuovi format e promozioni territoriali
Mentre corso Imperatrice si accende delle luci e dei suoni delle dirette radiofoniche, che vedranno impegnati in pianta stabile speaker e tecnici di emittenti come RTL 102.5, Radiofreccia e Radio Zeta con il loro progetto "Radioshow" -2, altre aree della città si preparano a vivere una settimana altrettanto intensa. A Villa Ormond, infatti, prende forma in questi giorni il Villaggio del Festival, uno spazio che si propone come un vero e proprio ecosistema culturale e mediatico parallelo all’Ariston. Qui, a partire da oggi e per tutta la durata della kermesse, si susseguiranno eventi, incontri e iniziative pensate per un pubblico variegato. Tra le novità di questa edizione spicca #ROMAGNAWOW, un progetto promosso da Visit Romagna che debutterà ufficialmente proprio da Sanremo. Dal 26 al 27 febbraio, la Romagna porterà al Villaggio del Festival una due giorni interamente dedicata alla promozione del proprio territorio, con l’obiettivo dichiarato di intercettare il pubblico delle nuove generazioni attraverso un linguaggio che unisce musica, social media e grandi eventi. Influencer, live show e momenti di animazione si alterneranno per raccontare una regione che, dopo gli ultimi anni difficili, punta a ripartire proprio dai giovani e dalla loro capacità di trasformare un’esperienza di vacanza in contenuto virale da condividire sui propri canali. Non si tratta di semplici comparsate, ma di vere e proprie immersioni nel territorio romagnolo che verranno simulate all’interno del Villaggio, con la distribuzione di gadget brandizzati e la presenza di van personalizzati che faranno da testimonial itineranti dell’iniziativa.
La politica europea trova spazio nel villaggio mediatico
Parallelamente alla promozione turistica e all’intrattenimento musicale, il Villaggio delle Radio e gli spazi limitrofi ospitano anche iniziative dal forte valore istituzionale e formativo, a dimostrazione di come il palco di Sanremo sia ormai diventato una cassa di risonanza capace di amplificare messaggi che vanno ben oltre la canzone leggera. L’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con i Giovani delle Acli e con il patrocinio di numerosi enti tra cui il Ministero per lo Sport e i Giovani, ha lanciato "Social EuroVoices", un progetto che occuperà per l’intera settimana lo spazio del GlassBox posizionato nel cuore del Villaggio delle Radio -8. Un luogo fisico e digitale, come è stato definito dagli organizzatori, pensato per avvicinare le istituzioni europee ai cittadini in uno dei contesti mediatici più seguiti del Paese. All’interno dello spazio trasparente si alterneranno europarlamentari, rappresentanti istituzionali e giovani per discutere di partecipazione democratica, cittadinanza attiva e lotta alla disinformazione. Un vero e proprio laboratorio di confronto che, partendo dai grandi temi europei, cerca di coinvolgere il pubblico del Festival in un dialogo che spera di essere meno distante e più accessibile. Il format radiofonico "Un Caffè con… Sanremo", condotto da Metis Di Meo e in onda su Rai Radio Tutta Italiana, troverà proprio nel GlassBox la sua sede ideale per le interviste e gli approfondimenti quotidiani, creando un ponte tra la musica e l’impegno civile, tra il palco dell’Ariston e la piazza.
Una geografia radiofonica ridisegnata tra truck e studi temporanei
La geografia delle radio a Sanremo, dunque, si presenta per questa edizione come un mosaico composito e articolato. Se un tempo il Villaggio delle Radio coincideva quasi esclusivamente con la lunga teoria di truck allineati sotto il Casinò, oggi il perimetro si è allargato a macchia d’olio, abbracciando zone della città fino a ieri rimaste ai margini del grande circo mediatico. La scelta del gruppo RTL 102.5 di confermare la propria presenza in corso Imperatrice con il suo imponente radio truck, attrezzato anche con arredi di design firmati DondiSalotti per creare un ambiente living confortevole e televisivamente accattivante -6, convive con la decisione di altre emittenti di puntare su location alternative. Radio Italia, come anticipato, ha gettato lo sguardo su piazzale Dapporto, un’area più periferica ma non per questo meno strategica, che potrebbe garantire spazi diversi e maggiori opportunità di interazione con un pubblico diverso da quello che affolla il centro storico. Alcune radio locali e nazionali hanno invece optato per soluzioni ibride, inserendosi all’interno di esercizi commerciali sfitti o in spazi messi a disposizione da privati, in un’ottica di sinergia tra comunicazione e commercio che potrebbe rivelarsi vincente per entrambi i settori. Questa diaspora, lungi dal rappresentare una frammentazione dell’offerta, racconta piuttosto l’evoluzione di un modello: le radio, così come il Festival, non si limitano più a occupare uno spazio fisico, ma tendono a creare connessioni multiple con il territorio, irradiando la propria presenza in diversi punti strategici della città e contribuendo a tessere quella rete di eventi e dirette che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe coinvolgere l’intero centro urbano. La diminuzione del numero dei truck in corso Imperatrice, dunque, si inserisce in questo più ampio quadro di "Festival diffuso", una scelta che racconta un’evoluzione piuttosto che un ridimensionamento: non meno presenza, ma una presenza capillare, distribuita, capace di animare ogni angolo della città e di trasformare l’intera Sanremo in un unico, grande villaggio mediatico.




