Taglio Irpef, il governo studia la riduzione dell'aliquota al 33%

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Con la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il governo è chiamato a definire i contenuti della prossima legge di Bilancio, all'interno della quale – tra i nodi principali – figura nuovamente l'annosa questione della riforma dell'Irpef. L'esecutivo, che ha come obiettivo dichiarato quello di alleviare la pressione fiscale su famiglie e imprese, sembra intenzionato a mantenere una promessa finora disattesa per ben due manovre: ridurre l'aliquota del secondo scaglione, portandola dall'attuale 35 al 33 per cento.

Una misura, questa, il cui costo complessivo è stimato intorno ai 4 miliardi di euro e che andrebbe a interessare, secondo le prime proiezioni, circa 11 milioni di contribuenti. Le simulazioni effettuate sui diversi livelli di reddito mostrano come i benefici non sarebbero uniformemente distribuiti, sebbene per alcuni – in certi casi – si possano quantificare in un vantaggio fino a 627 euro annui; altri, al contrario, registrerebbero un leggero peggioramento della propria posizione, un dettaglio non secondario che alimenta il dibattito tecnico.

Parallelamente, si discute della possibile estensione dello scaglione interessato dalla nuova aliquota agevolata, che potrebbe essere innalzato fino a comprendere redditi di 60.000 euro. Si tratta di un'ipotesi che, se confermata, amplierebbe notevolmente la platea dei beneficiari, andando a definire i contorni di un intervento focalizzato principalmente sulla cosiddetta classe media.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.