Tennis, Cobolli scaccia l’incubo romano mentre Sinner non tradisce al Foro Italico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo set, quello che valeva più della partita, è scivolato via come un’ora di angoscia controllata. Flavio Cobolli, romano doc e fresco di piedistallo come testa di serie numero 10, ha finalmente riscritto il copione triste che lo legava al suo Masters 1000 di casa. Di fronte a un Terence Atmane ostico e imprevedibile – lo stesso che l’aveva battuto in passato – il ventiquattrenne italiano ha strappato la sua prima vera gioia al Foro Italico, imponendosi con un doppio 7-6, 6-3 che profuma di rivalsa più di quanto dica il semplice referto statistico.

La firma, inevitabilmente, è arrivata al tie-break. In quella frazione, giocata con il coltello tra i denti e il pubblico sospeso, Cobolli ha annichilito il francese con un eloquente 7. Non è stato un capolavoro di tennis, intendiamoci, ma una vittoria di nervi: l’azzurro ha annullato una palla break decisiva e un set point nel corso del primo parziale, dimostrando una tenuta mentale che l’anno scorso, in queste stesse circostanze, gli era mancata. L’atmosfera, per certi versi surreale, è stata condita da un sottofondo insolito: mentre Cobolli lottava, dall’adiacente Stadio Olimpico arrivavano i cori della tifoseria laziale pronta a sostenere la squadra contro l’Inter. Un paradosso per il romanissimo Cobolli, che però ha scelto di sorridere: “Ho sentito tutto, ma è giusto così. Io sono della Roma, ma non c’è niente di più bello che sentire cantare l’inno della propria squadra”.

Ranking e prospettive, il valore concreto dei punti

Al di là dell’emozione, c’è una matematica spietata che sorride a Cobolli. Il successo contro Atmane non è valso solo la qualificazione al terzo turno, dove ad attenderlo ci sarà l’argentino Thiago Agustin Tirante, ma ha anche puntellato la sua posizione nel ranking ATP. Con i 40 punti aggiunti al bottino, l’azzurro sale a quota 2790, consolidando quel 12° posto virtuale che in questo momento rappresenta il suo habitat naturale. Le proiezioni, d’altronde, parlano chiaro: se dovesse spingersi fino agli ottavi, arriverebbe a 2840 punti, mentre un ipotetico passaggio ai quarti lo spingerebbe a 2940, con la Top 10 che resta ancora un miraggio appeso a una semifinale. Parliamo di numeri, non di sogni, ma è proprio su questa terra rossa che i sogni prendono una consistenza fisica, fatta di centimetri di corsa e palle recuperate.

Quanto a Jannik Sinner, la sua prima uscita romana è stata una formalità burocratica, se così si può definire l’arte di vincere senza mai entrare realmente in difficoltà. L’altoatesino ha liquidato l’austriaco Sebastian Ofner con un 6-3, 6-4 che sa di routine per il numero uno al mondo, anche se il punteggio non racconta due episodi che hanno spezzato il ritmo del Centrale. Durante la seconda frazione, infatti, la partita è stata sospesa due volte: prima per un malore improvviso che ha colpito uno spettatore, poi per la caduta di un'altra persona dalle gradinate. In casi come questi, Sinner ha dovuto fare i conti con il freddo del metronomo; non si è scomposto, ha annullato le poche insidie e ha chiuso i conti senza patemi, confermando che anche nelle serate storte, la sostanza non viene mai meno.

La ricetta della vittoria, tra massaggi e cori laziali

Per spiegare la ritrovata leggerezza nel match di debutto, Cobolli ha tirato in ballo un nome pesante. “Tacci sua… ho dovuto fare un massaggio di nuovo dopo l’allenamento”, ha scherzato il romano riferendosi alla sessione di preparazione condivisa con Sinner. L’azzurro ha raccontato di come giocare a due passi dall’avversario che detiene il trono del tennis mondiale serva a innalzare la soglia dell’intensità. Una spinta, quella ricevuta dall’allenamento con il fenomeno di Sesto Pusteria, che secondo Cobolli è stata determinante per archiviare le tensioni dell’esordio.

L’anno scorso, il Foro era stato una gabbia. Stavolta, nonostante i cori fuori programma e i momenti di equilibrio precario, Cobolli è riuscito a fare quello che il suo staff gli aveva chiesto: dimenticare la tattica e godersi l’abbraccio di casa. L’obiettivo dichiarato, adesso, è ambizioso ma filtrato da una sana umiltà. “Sogno di giocare sul Centrale Pietrangeli, ma senza alcuna pretesa”, ha precisato, consapevole che il percorso verso gli ottavi potrebbe regalargli quella ribalta. Per ora, il bluff con la tensione è riuscito, e il torneo di Roma può finalmente regalarsi due figli italiani ancora in corsa. Ai blocchi di partenza c’è anche un’altra verità: per Cobolli, che ha dedicato la vittoria a un giovane tifoso scomparso e ai ragazzi del Parioli, questa è solo la prima tessera di un mosaico che spera di allungare almeno fino alla prossima settimana.

Meta Description: Cobolli batte Atmane e sogna in grande al Foro Italico; Sinner supera Ofner senza problemi nella giornata italiana agli Internazionali di Roma.

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