Tesla Model 3 standard, la prova su strada della versione che abbassa il prezzo d‘accesso
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Qualche mese dopo l’arrivo della Model Y nella sua configurazione più essenziale, tocca ora alla berlina: la nuova Tesla Model 3, che potremmo definire “base” se non fosse per la nomenclatura rivista dal costruttore americano, si presenta sul mercato italiano con l’obiettivo dichiarato di abbassare il prezzo d’ingresso nel mondo della Casa di Elon Musk. Una strategia, quella di semplificare la dotazione per ridurre il listino, già vista con la sorella maggiore e che ora viene applicata alla Model 3, la quale, dopo un restyling, amplia la propria gamma con una versione che eredita il ruolo di entry-level. La nuova arrivata, disponibile con ordini già aperti e prime consegne previste per le prossime settimane, si posiziona così in una fascia di mercato particolarmente competitiva, forte di un prezzo che, sconti promozionali permettendo, scende sotto la soglia psicologica dei trentacinquemila euro.
Prezzo e allestimento: la ricetta della convenienza
La Tesla Model 3 Standard, questo il nome ufficiale che abbandona la vecchia denominazione RWD “base”, parte da un listino di 36.990 euro -3-6. Una cifra che, grazie a un Tesla Bonus di 2.975 euro attivo fino al 31 marzo 2026, scende a 34.015 euro, rendendola di fatto la Tesla più economica mai commercializzata nel nostro paese -3-9. Per chi desiderasse rateizzare, la casa offre anche soluzioni di finanziamento con tassi promozionali, come lo 0,99% per il leasing o l‘1,99% per il finanziamento con maxirata, con rate mensili che partono da 299 euro -3. Un posizionamento che punta a rendere l’elettrica di Elon Musk accessibile a una platea più ampia, in un momento in cui la competizione nel settore delle BEV si fa sempre più accesa.
Gli interni e le scelte di semplificazione
Per raggiungere questo obiettivo di prezzo, Tesla ha operato alcune scelte precise, intervenendo sulla dotazione interna. Chi sale a bordo della Model 3 Standard trova una serie di differenze rispetto alle versioni superiori: i sedili, ad esempio, abbandonano la pelle vegana per un tessuto tecnico, e quelli posteriori perdono la funzione riscaldata. Scompare anche lo schermo da 8 pollici dedicato ai passeggeri posteriori, così come l’illuminazione ambientale, mentre il volante e gli specchietti retrovisori tornano alla regolazione manuale. Dettagli che, nell’insieme, disegnano un’auto più spartana ma che non rinuncia all’essenziale: rimangono di serie, infatti, il portellone elettrico, i fari adattivi a LED, la ricarica wireless per due smartphone e la chiave digitale tramite smartphone. La filosofia, insomma, è quella di concentrare le risorse sulla sostanza, limando gli elementi più accessori.
Autonomia e motorizzazione: i numeri della “base”
Sotto il profilo tecnico, la nuova arrivata non delude le attese. La Model 3 Standard monta un motore posteriore e, pur non essendo stata dichiarata ufficialmente la capacità della batteria, l’autonomia nel ciclo WLTP raggiunge i 534 chilometri, un dato in leggero miglioramento rispetto al modello che va a sostituire. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 6,2 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 201 km/h. Consumi dichiarati pari a 13 kWh per 100 chilometri, un valore che la colloca tra le berline elettriche più efficienti del segmento. La ricarica, anche in questo caso, può contare sulla capillare rete dei Supercharger, con potenze fino a 175 kW, un fattore che per molti automobilisti rappresenta un elemento decisivo nella scelta di un’elettrica.
La tecnologia di bordo: cosa rimane e cosa cambia
Nonostante le semplificazioni, la Model 3 Standard conserva il DNA tecnologico tipico della marca. Rimane l’Autopilot di serie, naturalmente, così come la possibilità di usufruire degli aggiornamenti software over-the-air che nel tempo introducono nuove funzionalità e migliorie. La casa americana, del resto, considera i propri veicoli alla stregua di dispositivi digitali su ruote, un concetto che viene ribadito anche per questa versione d’accesso. Qualche rinuncia, però, si nota anche in questo ambito: a bordo, ad esempio, manca la radio FM, una scelta che sottolinea la volontà di spingere gli utenti verso lo streaming e la connettività digitale, ormai parte integrante dell’esperienza di guida a bordo delle Tesla. Un dettaglio che, per quanto possa apparire marginale, conferma la direzione intrapresa dal costruttore.




