La settimana dei mercati, trimestrali al via e inflazione sotto la lente

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Parte la stagione delle trimestrali e le grandi banche statunitensi finiscono subito sotto i riflettori. Il filo conduttore dei prossimi giorni resta però l'inflazione, con i numeri sui prezzi al consumo negli Stati Uniti da leggere in chiave Fed, insieme a una fitta serie di dati macro in calendario oltreoceano. Sul fronte societario, JPMorgan Chase pubblicherà i risultati del terzo trimestre martedì 13 ottobre, con gli analisti che si attendono ricavi per 51,19 miliardi di dollari e un utile netto di 15,8 miliardi, in crescita del 12,5% su base annua.

Il giorno successivo tocca a Bank of America, con le stime che indicano un giro d'affari di 30,59 miliardi di dollari.

Il quadro macro e le attese sul costo della vita

L'appuntamento più atteso è con il dato sull'indice dei prezzi al consumo, previsto in accelerazione dal 3,4% al 3,6%, mentre la crescita dei salari rallenta al 3%. La Federal Reserve di New York rileva aspettative di inflazione al 3,9% a un anno, il livello più alto da maggio 2023, e al 3,25% a tre anni. Non è un dettaglio da poco, perché il carovita continua a erodere il potere d'acquisto delle famiglie: negli ultimi sei anni i prezzi al consumo sono saliti di quasi il 29%, circa il triplo rispetto al sessennio precedente.

Le pressioni si concentrano su casa, sanità, alimentari e servizi essenziali, con i costi sanitari a carico dei privati aumentati del 47% tra il 2020 e il 2026 e i tassi sui mutui oltre il 7%.

Energia e rendimenti sotto osservazione

Sul fronte delle materie prime, il Brent viaggia ormai stabilmente sopra quota 100 dollari al barile e nelle ultime sedute ha toccato i 105 dollari, con un rialzo del 5%, mentre il gas naturale scambia vicino agli 80 euro al megawattora. A spingere le quotazioni contribuiscono le tensioni nel Golfo, che hanno ridotto al minimo il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, e l'uragano Isaia, che minaccia impianti nel Golfo del Messico per circa mezzo milione di barili al giorno.

Il prezzo medio del greggio da inizio anno si aggira intorno ai 93 dollari, il 32% sopra i livelli prebellici, e il mercato sconta 91 dollari per il 2027, rendendo irrealistiche le stime di crescita diffuse a luglio dal Fondo monetario internazionale, che ipotizzavano un petrolio a 89 dollari per il 2026 e a 78 per l'anno successivo.

Il risiko bancario italiano e l'assemblea Mps

In Italia l'attenzione resta concentrata sul risiko del comparto bancario. Intesa Sanpaolo ha reso noto l'accordo sottoscritto con Delfin nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena. L'intesa, firmata il 4 ottobre, prevede l'impegno della holding a aderire all'Opas con tutte le azioni Mps detenute e a partecipare all'assemblea degli azionisti convocata per il 29 ottobre, adottando comportamenti di voto coerenti con le condizioni dell'offerta.

Il consiglio di amministrazione di Mps ha nel frattempo integrato l'ordine del giorno dell'assemblea straordinaria, che dovrà pronunciarsi sul progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, sulla scissione parziale di Mediobanca Premier in favore di Widiba e sulle offerte pubbliche di scambio volontarie sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali.

Le riunioni Fmi e Banca mondiale a Bangkok

La settimana è segnata anche dalle riunioni annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, in programma a Bangkok dal 12 al 18 ottobre. Il tema scelto dalla presidenza thailandese è "Thailand's New Horizons: Empowering People, Building Resilience", con sessioni dedicate alla transizione digitale e all'intelligenza artificiale per una crescita inclusiva, alle opportunità per i poteri intermedi in un mondo frammentato, alla costruzione di una nuova architettura per l'adattamento ai cambiamenti climatici e alla promozione della silver economy.

Nel corso dei lavori è previsto l'aggiornamento del World Economic Outlook, il rapporto semestrale che rivede le stime di crescita globale. Le previsioni diffuse a luglio indicavano per l'Italia una crescita dello 0,5% nel 2026, il dato più basso tra i paesi del G20, con l'India in testa al 6,4% e gli Stati Uniti al 2,3%.

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