Wall Street contrastata tra dazi e trimestrali, mentre l’inflazione non sorprende
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Redazione Economia
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Gli indici di Wall Street hanno registrato una sessione altalenante, con gli investitori che, dopo aver assimilato i dati sull’inflazione – in linea con le attese ma ai massimi da febbraio –, hanno spostato l’attenzione sui prossimi utili trimestrali dei colossi bancari e sull’impatto delle nuove tariffe commerciali. A giugno, l’aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti ha toccato il +2,7% su base annua, un dato che conferma le aspettative ma che, complici i dazi introdotti dall’amministrazione Trump, ha ulteriormente ridotto le possibilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve periodo.
Sul fronte finanziario, JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo sono sotto i riflettori, mentre BlackRock e altre major del settore si preparano a comunicare i risultati. Intanto, il Dow Jones e l’S&P 500 oscillano senza una direzione precisa, mentre il Nasdaq 100 – trainato da titoli tecnologici come Nvidia, Microsoft e Advanced Micro Devices – conferma la sua resilienza. Settori come quello sanitario, con Merck e United Health, e quello assicurativo, con Travelers Company, mostrano invece performance più contenute.
Oltreoceano, le Borse europee hanno chiuso in netto ribasso, incapaci di cavalcare il timido ottimismo statunitense. Milano ha ceduto lo 0,66%, allineandosi a Parigi e Francoforte, mentre Londra ha risentito della prudenza dettata dalle tensioni commerciali. Proprio su questo fronte, la Commissione Europea ha presentato agli Stati membri la lista definitiva dei controdazi da 72 miliardi di euro, una risposta mirata alle misure protezionistiche americane. Rispetto alla bozza iniziale, che prevedeva sanzioni per 95 miliardi, sono stati esclusi alcuni prodotti, ma restano nel mirino beni simbolo come i Suv, i pick-up, il bourbon e componenti aeronautici legati a Boeing.




