Borse in ribasso, Trump e il lusso frenano Piazza Affari
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Redazione Economia
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L’Europa finanziaria si sveglia in territorio negativo, con le principali piazze azionarie che, nella seduta del 7 marzo, risentono delle incertezze legate alle politiche commerciali di Donald Trump e delle difficoltà del settore del lusso. Milano, in particolare, apre in calo, trascinata dai pesanti risultati di Ferragamo, che ha chiuso il 2024 in rosso, e dalla frenata dei consumi in Cina, mercato cruciale per il comparto.
Piazza Affari, in sintonia con le altre Borse europee, subisce il contraccolpo delle mosse imprevedibili dell’amministrazione statunitense, che nei giorni scorsi ha annunciato, ritirato e poi rinviato l’imposizione di dazi del 25% su beni provenienti da Messico e Canada. Questa altalena decisionale ha alimentato un clima di instabilità, riflettendosi sui listini globali e amplificando le tensioni commerciali già esistenti.
Il settore del lusso, da tempo sotto pressione, registra ulteriori battute d’arresto. Ferragamo, in particolare, affonda dopo la pubblicazione dei conti deludenti, trascinando con sé altri big del comparto, tra cui Moncler e Brunello Cucinelli. La debolezza della domanda cinese, dovuta a un rallentamento dei consumi interni, si conferma come uno dei principali fattori di criticità, mettendo a dura prova le prospettive di crescita del settore.
Intanto, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha reagito con toni duri alle politiche commerciali statunitensi, denunciando i tentativi di imporre una «legge della giungla» e promettendo una risposta «ferma» alla guerra dei dazi. Le parole di Pechino, tuttavia, non sembrano aver rassicurato i mercati, che continuano a navigare in acque agitate.
Oltre alle tensioni commerciali, gli investitori guardano con attenzione ai prossimi appuntamenti economici, in primis il report mensile sull’occupazione negli Stati Uniti e l’intervento di Jerome Powell, numero uno della Federal Reserve. Questi dati, attesi con ansia, potrebbero fornire indicazioni più chiare sulla direzione delle politiche monetarie e sulle prospettive di crescita globale.
Sul fronte europeo, i principali indici mostrano segnali di debolezza: l’EuroStoxx 50 cede lo 0,6%, il Dax di Francoforte perde l’1,1%, mentre il Ftse Mib di Milano si attesta su un -0,2%. Tra i settori, solo Tlc, Media e Utility mantengono il segno positivo, mentre Lusso e Automotive registrano le performance peggiori.
I future di Wall Street, tuttavia, lasciano intravedere un timido rimbalzo, suggerendo che la giornata potrebbe riservare qualche sorpresa. Nel frattempo, i bond governativi godono di una tregua, dopo le tensioni delle ultime settimane, mentre l’oro continua a essere considerato un rifugio sicuro in un contesto ancora dominato dall’incertezza.




