Gassmann e manager in difesa del Green Deal: "No a rallentamenti sulla transizione"
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Redazione Economia
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Oltre centocinquanta manager di imprese all'avanguardia, uniti alla voce dell'attore Alessandro Gassmann, hanno indirizzato una lettera appassionata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere con fermezza di non indebolire il Green Deal e gli obiettivi di riduzione delle emissioni già concordati. L’appello, che insiste in particolare sul mantenimento del 2035 come data ultima per lo stop alla vendita di auto a motore endotermico, nasce dalla preoccupazione che le tensioni geopolitiche internazionali e alcune pressioni di parte possano minare traguardi climatici considerati ormai imprescindibili.
Questa presa di posizione arriva in un momento di forte incertezza, mentre da più parti – incluso il Partito Popolare Europeo, il primo gruppo politico dell'emiciclo – si avanza l'ipotesi di stoppare il bando proposto dalla Commissione. I burocrati di Bruxelles, infatti, sembrerebbero valutare un passo indietro, aprendo a un dialogo che potrebbe concretizzarsi in un rinvio dei divieti sulla commercializzazione di auto a benzina e diesel, ibride comprese. Una scelta, quella del 2035, che ha già prodotto forti contraccolpi nella filiera industriale, portando persino a dimissioni eccellenti, come nel caso di Tavares in Stellantis, sebbene i top manager siano spesso usciti dalla trattativa con lauti accordi di fine rapporto.
Parallelamente, la Commissione Europea ha annunciato l’intenzione di istituire una nuova categoria normativa dedicata ai veicoli elettrici di piccole dimensioni e a basso costo, mutuando l’idea dal noto modello giapponese. Questa mossa, che si inserisce in un più ampio dialogo strategico con l’industria automobilistica, mira a sostenere la transizione verso la mobilità elettrica e a rilanciare la competitività del settore a livello globale, cercando di colmare un ritardo tecnologico che persiste da anni.




