Vertice Ue: von der Leyen annuncia proposte per il riarmo europeo entro il 20 marzo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Bruxelles, 7 marzo – La Commissione europea, guidata dalla presidente Ursula von der Leyen, ha confermato che entro il prossimo Consiglio europeo, in programma il 20 e 21 marzo, presenterà le proposte dettagliate del piano “ReArm Europe”. L’obiettivo, già preannunciato, è quello di rafforzare il settore della difesa europea attraverso finanziamenti mirati, facilitando acquisti congiunti e promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri. Von der Leyen ha ribadito l’importanza di questa iniziativa durante la conferenza stampa conclusiva del Consiglio europeo straordinario, dedicato alla Difesa Ue e alla crisi ucraina.

Il piano, che punta a rilanciare le capacità militari dell’Unione, non è però privo di critiche. Elly Schlein, leader del Partito Democratico italiano, ha espresso forti riserve, sostenendo che il progetto della Commissione si limita a favorire il riarmo dei singoli Stati membri, senza compiere quel “salto in avanti” verso una difesa comune europea che, a suo avviso, rappresenterebbe la vera soluzione. «La difesa europea è una cosa diversa rispetto all’agevolazione al riarmo dei 27 Stati membri», ha dichiarato Schlein, sottolineando come manchi ancora una volontà politica condivisa per realizzare un sistema di difesa integrato.

Il contesto in cui si inserisce il piano “ReArm Europe” è particolarmente delicato. Il Consiglio straordinario di Bruxelles ha cercato di affrontare l’emergenza ucraina, o meglio, l’emergenza Russia, acuitasi ulteriormente dopo la decisione dell’ex presidente statunitense Donald Trump di avviare un dialogo diretto e riservato con Vladimir Putin, escludendo sia l’Ucraina che gli alleati della Nato. Questa mossa, che ha sollevato non poche preoccupazioni, ha alimentato il timore che l’alleanza transatlantica, pilastro della sicurezza europea dalla fine della Seconda guerra mondiale, possa essere prossima a un declino irreversibile.

Schlein, nel corso dei colloqui con i socialisti europei, ha cercato di portare avanti la sua linea critica, opponendosi all’utilizzo dei fondi di coesione per finanziare il riarmo. Tuttavia, nonostante gli sforzi, non è riuscita a far prevalere la sua posizione. La leader dem, consapevole della complessità del dibattito, aveva già intuito che questa volta non sarebbe stata una semplice “passeggiata di salute”, soprattutto considerando il peso politico della delegazione italiana all’interno del Parlamento europeo.

Il piano von der Leyen, dunque, si configura come un tentativo di rispondere alle crescenti pressioni esterne, ma anche come un banco di prova per la coesione interna dell’Unione. Mentre alcuni leader europei guardano con favore alla possibilità di rafforzare le capacità difensive, altri, come Schlein, temono che si tratti di una soluzione parziale, che rischia di perpetuare le divisioni tra gli Stati membri invece di superarle.

Intanto, il dibattito sulla difesa europea si intreccia con le incertezze geopolitiche globali, in un momento in cui le relazioni internazionali appaiono sempre più fragili. La scelta di Trump di dialogare con Putin, bypassando gli alleati, ha gettato un’ombra sulle dinamiche diplomatiche tradizionali, lasciando molti interrogativi aperti. Se da un lato alcuni sperano che questa iniziativa possa aprire nuove strade per la risoluzione dei conflitti, dall’altro c’è chi teme che possa minare ulteriormente la fiducia tra i partner occidentali.

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