Uccisione del vice di Haniyeh scatena tensioni tra Israele e Hamas
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Redazione Esteri
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Saleh al Arouri, vicecapo dell'ufficio politico dell'organizzazione islamica palestinese Hamas, è stato ucciso in un sobborgo di Beirut Sud. La sua morte ha scatenato una serie di tensioni tra Israele e Hamas, con l'interrotta di ogni forma di negoziato tra le due parti.
Risposta di Israele
Israele aveva precedentemente avvertito che i leader di Hamas non sarebbero stati al sicuro nemmeno all'estero. La morte di Arouri è vista come una rappresaglia dello Stato ebraico contro i responsabili del massacro del 7 ottobre. Nonostante il governo di Israele non abbia rivendicato l'uccisione, ha riunito il gabinetto di guerra e l'esercito è in stato di 'allerta elevata'.
Reazioni internazionali
La tensione è altissima dopo l'uccisione di Arouri, insieme ad altre 5 persone. Gli Stati Uniti hanno condannato nettamente le dichiarazioni di due ministri estremisti del governo Netanyahu – Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir – secondo i quali i palestinesi dovrebbero essere incoraggiati a emigrare da Gaza e i coloni ebrei dovrebbero tornare nel territorio assediato. Queste dichiarazioni sono state etichettate come "irresponsabili".
Il ruolo di Arouri
Saleh al Arouri era noto per le sue connessioni con l'Iran, con gli Hezbollah libanesi e con la Cisgiordania, che sognava di portare sotto il governo di Hamas. La sua morte, insieme a quella di altri cinque funzionari di Hamas, tutti comandanti militari, rappresenta un duro colpo per l'organizzazione.




