Il motore 1.2 PureTech, l’incubo della cinghia a bagno d’olio e il kit olandese per la conversione a catena
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Redazione Economia
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La vicenda del motore 1.2 PureTech di Stellantis, che ha tenuto banco per anni tra officine e ricorsi, torna a far parlare di sé sebbene ormai non sia più ordinabile sul nuovo. Questa volta, però, il movente non è l’ennesima segnalazione di un guasto, bensì una soluzione tecnica concreta che arriva dall’Olanda. Si tratta di un kit di conversione aftermarket, progettato per sostituire l’odiato sistema di distribuzione a cinghia con uno ben più robusto a catena, andando così a colpire il tallone d’Achille di questo propulsore.
La lenta degradazione della gomma e i danni al circuito di lubrificazione
Chi possiede un’auto del gruppo equipaggiata con il tre cilindri (come numerosi modelli Peugeot, Citroën e Opel) conosce fin troppo bene il problema strutturale che affligge le prime generazioni del motore. La scelta progettuale di far lavorare la cinghia di distribuzione a bagno d’olio – una soluzione pensata per ridurre gli attriti – si è rivelata un boomerang per migliaia di automobilisti. Con il passare del tempo e le sollecitazioni termiche, la gomma di questo componente tende a degradarsi, rilasciando frammenti che, trasportati dall’olio motore, finiscono per intasare la pompa di lubrificazione. Il risultato, nei casi più gravi, è un calo di pressione dell’olio che può portare a guasti catastrofici del motore, con fatture da capogiro per la sostituzione dello stesso.
L’intervento olandese di ProChain e le caratteristiche del kit di conversione
Mentre Stellantis ha cercato di correre ai ripari estendendo la garanzia su questi propulsori (fino a 10 anni in determinate condizioni) e introducendo una versione a catena per i modelli più recenti, come la FIAT 600 e la Lancia Ypsilon, la soluzione per le milioni di auto già in circolazione assume ora i contorni di un retrofitting. L’azienda ProChain ha sviluppato un kit di conversione specifico, attualmente in fase di pre-ordine, che include pulegge, guide, tenditore e la catena stessa. Il tenditore, in particolare, è di tipo idraulico e viene alimentato dalla pressione dell’olio motore, un dettaglio tecnico che richiede una precisione assoluta in fase di installazione. L’obiettivo dichiarato è durare l’intero ciclo di vita del veicolo, eliminando alla radice l’ansia della manutenzione periodica della cinghia.
Dettagli economici e le restrizioni sulla vendita ai privati
Il kit non è però un semplice componente che si acquista online per una sostituzione fai-da-te. ProChain ha scelto una politica commerciale restrittiva e mirata: la vendita è riservata esclusivamente a officine specializzate, grossisti e professionisti del settore, escludendo i privati. Questa scelta è motivata dalla complessità dell’intervento, che richiede lo smontaggio della parte anteriore e superiore del motore oltre a strumenti specifici per la messa in fase. Per quanto riguarda i costi, il prezzo del kit si aggira tra gli 830 e i 950 euro (variabile in base al mercato), cifra alla quale va ovviamente aggiunta la manodopera del meccanico. Sebbene non sia una spesa modica, viene presentata come un investimento per evitare la sostituzione periodica della cinghia e, soprattutto, per scongiurare il rischio di una rottura catastrofica del motore.
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