Firenze, varo dell’undicesimo ponte sull’Arno: Funaro promette l’apertura entro giugno
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Redazione Interno
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Sono servite alcune ore di lavoro certosino, cominciato intorno alle otto e mezza di mattina di venerdì, per spostare e ruotare l’enorme impalcato in acciaio, lungo centoquaranta metri, e adagiarlo sulla pila realizzata nell’alveo del fiume, completando così quella che gli ingegneri definiscono operazione di varo strutturale. Un intervento di precisione, controllato in tempo reale via computer, che ha trasformato il cantiere tra Bellariva e il parco dell’Anconella in un palcoscenico a cielo aperto per centinaia di fiorentini, i quali, affacciati dal ponte da Verrazzano o dagli argini di lungarno Colombo, hanno assistito alla nascita dell’undicesimo ponte cittadino, il primo a essere costruito dopo quarantacinque anni. La struttura, che una volta completata raggiungerà i centosessanta metri complessivi, è stata fatta scorrere su maxi carrelli fino a raggiungere la posizione definitiva, sebbene per circa un mese e mezzo rimarrà a sbalzo sull’Arno con il cosiddetto “becco” leggermente sollevato rispetto alla quota di progetto, in attesa delle lavorazioni successive -2.
Un’infrastruttura strategica per la mobilità e il cantiere della tramvia
Questo nuovo attraversamento non rappresenta solamente un’opera isolata, ma si inserisce come tassello fondamentale nel più ampio progetto della linea tranviaria Libertà–Bagno a Ripoli, la cosiddetta linea 3.2.1, destinata a modificare radicalmente la viabilità dell’intero quadrante sud-est. Una volta terminato, il ponte avrà il compito di assorbire gran parte del traffico veicolare che attualmente grava sul vicino ponte da Verrazzano; quest’ultimo, una volta completati i binari, sarà quasi interamente dedicato al passaggio della tramvia, riservando alle auto una sola corsia per senso di marcia. La nuova infrastruttura viaria, per la quale la sindaca Sara Funaro ha parlato di “giornata storica” sottolineando lo straordinario lavoro di operai e ditte che in meno di un anno hanno portato alla posa della struttura, disporrà di tre corsie: due in direzione centro, verso lungarno Colombo, e una in direzione Gavinana, il tutto affiancato da due piste ciclabili e da percorsi pedonali, a testimonianza di una mobilità che si vorrebbe sempre più integrata e sostenibile -3.
Le fasi del cantiere e il cronoprogramma verso l’estate
La fase appena conclusa, quella del varo dell’impalcato principale, rappresenta il momento più spettacolare e delicato dell’intera realizzazione, ma il ponte, per diventare percorribile, necessita ancora di una serie di interventi. Nei prossimi mesi, infatti, si procederà con il montaggio degli elementi integrativi in acciaio, il getto della soletta in cemento armato e la successiva posa della pavimentazione in conglomerato bituminoso, mentre gli ultimi venti metri di struttura verranno assemblati e collegati entro la primavera. La sindaca Funaro, presente all’evento assieme all’assessore alla mobilità Andrea Giorgio e al presidente della Regione Eugenio Giani, ha ribadito l’obiettivo di aprire il ponte al traffico già nel mese di giugno, confermando di fatto la tempistica che era stata ipotizzata già nei mesi scorsi e che, nonostante le criticità geotecniche legate alla natura del terreno e alla gestione del regime idraulico dell’Arno, sembra essere stata rispettata -1 -4. Un aspetto, quello delle tempistiche, non secondario se si considera che la stessa linea tranviaria dovrebbe debuttare solo successivamente, verosimilmente all’inizio del 2027.
Il nome del ponte e la partecipazione cittadina
Parallelamente all’avanzamento dei lavori, l’amministrazione comunale ha avviato un sondaggio pubblico, seppur limitato alla piattaforma social della stessa sindaca, per scegliere il nome da attribuire al nuovo ponte. Un’iniziativa che Funaro ha voluto declinare al femminile, proponendo una rosa di candidate illustri che include personalità del calibro della scienziata Rita Levi Montalcini, la politica Tina Anselmi, la partigiana Gilda Larocca, ma anche Caterina e Nadia Nencioni, due delle vittime della strage di via dei Georgofili, un modo, questo, per legare la memoria storica della città a un’opera pensata per il suo futuro. Il presidente Giani, da parte sua, ha voluto sottolineare come questo nuovo ponte rappresenti l’elemento simbolico di un processo di modernizzazione e innovazione della mobilità, reso possibile da un gioco di squadra tra istituzioni e imprese, e ha ricordato il contributo di ottanta milioni di euro stanziato dalla Regione per sostenere l’intero progetto tranviario -3.




