Trump al vertice NATO ad Ankara: tensioni con Italia, Spagna e Groenlandia

Trump al vertice NATO ad Ankara: tensioni con Italia, Spagna e Groenlandia
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Trump al vertice NATO ad Ankara ha aperto il summit con una serie di critiche rivolte agli stessi alleati dell’Alleanza Atlantica, trasformando l’incontro in un momento di forte confronto politico. Prima dell’inizio dei lavori, il presidente degli Stati Uniti ha puntato il dito contro l’Italia, definita “pessima” nella gestione delle basi statunitensi utilizzate per la guerra in Iran, contro la Danimarca per la questione della Groenlandia e contro la Spagna, indicata come un “caso senza speranza” per il mancato aumento della spesa per la difesa secondo le richieste americane. Le dichiarazioni hanno segnato l’avvio di un vertice caratterizzato da tensioni interne e posizioni diverse tra i Paesi membri.

Le critiche di Trump agli alleati NATO durante il summit

Nel corso dell’incontro ad Ankara, Trump ha mantenuto una linea dura nei confronti di alcuni partner della NATO, contestando in particolare le scelte di Italia e Spagna sui temi della difesa e della collaborazione con gli Stati Uniti. Per Madrid il presidente americano ha anche ipotizzato conseguenze nei rapporti commerciali, legando la questione alla richiesta di maggiori investimenti militari. La posizione sulla Danimarca è invece rimasta collegata alla Groenlandia, che secondo Trump rappresenta un problema nel rapporto con il Paese europeo perché Copenaghen non intende cederla.

Nonostante le critiche pubbliche agli alleati, Trump ha poi descritto positivamente i leader della NATO durante la conferenza stampa al termine del vertice. Il presidente statunitense ha dichiarato che i rappresentanti presenti sono “persone intelligenti” impegnate per il bene dei propri Paesi e ha riconosciuto il lavoro svolto durante l’incontro. Nella stessa occasione ha affrontato anche il tema dell’Iran, affermando di non essere sicuro di voler raggiungere un accordo e definendo i leader iraniani “pazzi, fuori di testa”.

La dichiarazione finale della NATO tra investimenti e sostegno all’Ucraina

Il vertice NATO di Ankara si è chiuso con una dichiarazione finale che ha cercato di riunire le diverse posizioni emerse durante i lavori. Al centro del documento sono stati indicati l’impegno “incrollabile” sull’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, gli investimenti nella difesa e il sostegno all’Ucraina. Tra gli elementi citati figurano 140 miliardi destinati a Kiev per il 2026 e il 2027, oltre a 50 miliardi di appalti nel settore della difesa.

La dichiarazione conclusiva ha inoltre indicato la Russia come una minaccia a lungo termine e ha ribadito la posizione sull’Iran, con l’obiettivo che non possa ottenere un’arma atomica. Nel documento è stato anche riconosciuto il maggiore impegno degli alleati europei e del Canada nella spesa per la difesa, in un momento in cui l’Alleanza cerca un equilibrio tra le richieste degli Stati Uniti e le esigenze dei diversi Paesi membri.

La gaffe di Trump con Zelensky e Putin durante la conferenza stampa

Durante la conferenza stampa successiva al vertice NATO di Ankara, Trump è stato protagonista anche di un errore nel citare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il presidente degli Stati Uniti ha confuso Zelensky con il leader russo Vladimir Putin, provocando un mormorio tra i presenti. L’episodio ha richiamato una precedente gaffe commessa da Joe Biden nel luglio 2024 durante il vertice NATO di Washington, quando aveva presentato Zelensky come “presidente Putin”.

Il confronto tra alleati, le richieste sulla spesa militare e il sostegno all’Ucraina sono stati quindi i temi centrali del summit di Ankara, insieme alle dichiarazioni di Trump che hanno evidenziato le divisioni interne alla NATO. L’incontro ha riunito questioni strategiche per l’Alleanza, dalle relazioni con Russia e Iran fino agli impegni economici dei Paesi membri, mentre le posizioni americane hanno segnato il tono politico del vertice.

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