La manovra 2026: le nuove tasse in arrivo dal primo gennaio
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio per il 2026, il cui importo finale supera i 22 miliardi di euro, evita, è vero, alcuni prelievi annunciati in precedenza ma punta decisamente su una strategia fatta di molteplici micro-aumenti. Questi, agendo su una pluralità di settori, finiscono per comporre un quadro di prelievo articolato che andrà a toccare, in maniera diffusa, il quotidiano delle famiglie e delle imprese a partire dal prossimo primo gennaio. Se da un lato il governo fa infatti mostra di sconti e incentivi, dall'altro mette in campo una serie di misure che incidono su consumi, mobilità e servizi, in un'operazione che mira a raccogliere risorse senza ricorrere a una singola stangata eclatante ma, piuttosto, a una costellazione di interventi specifici.
Il tributo sulle spedizioni extra Ue e il costo della mobilità
Tra le novità che stanno suscitando maggiore discussione, spicca il nuovo tributo di 2 euro applicabile a ogni pacco di valore inferiore a 150 euro che giunga da territori al di fuori dell'Unione Europea. Una misura, questa, che - stando ai calcoli della Ragioneria Generale dello Stato - interesserà all'incirca 327 milioni di spedizioni ogni anno, introducendo un costo aggiuntivo per gli acquisti online su piattaforme internazionali. Parallelamente, il comparto della mobilità vede un incremento delle accise sui carburanti, insieme a un rincaro dei premi della rc auto, due voci che peseranno inevitabilmente sui bilanci domestici e sulle attività commerciali, le quali dipendono in larga misura dagli spostamenti su strada.
Il prelievo su banche, assicurazioni e tabacco
Un capitolo significativo della manovra riguarda il settore finanziario, chiamato a fungere da principale finanziatore delle misure governative. Banche e compagnie assicurative, infatti, sono destinate a coprire risorse per circa 5,7 miliardi di euro soltanto nel 2026, tramite una combinazione di nuove imposte e anticipi di liquidità; un contributo che, seppur rilevante, non appare in grado di intaccare gli utili netti del settore, stimati attorno ai 30 miliardi. Nel mirino del fisco finisce anche il consumo di tabacco, con aumenti delle accise che colpiscono in maniera trasversale sigarette, trinciato, cigarillos e i prodotti a tabacco riscaldato, consolidando una tendenza ormai strutturale degli ultimi esercizi di bilancio.
L'architettura di una manovra a mosaico
L'architettura complessiva della manovra si rivela, dunque, come un mosaico di interventi settoriali che, nel loro insieme, vanno a comporre un prelievo aggiuntivo considerevole. Accanto alla già citata Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, si registrano altri micro-aumenti che, sommandosi, rischiano di farsi percepire in maniera consistente nel corso dell'anno. La strategia sembra essere quella di diversificare le fonti di entrata, colpendo una gamma ampia di comportamenti e consumi, dai pacchi ordinati online alle sigarette, dalle operazioni in borsa alla benzina, in un disegno che cerca di bilanciare la necessità di coperture finanziarie con la volontà politica di evitare un'unica misura troppo visibile e impopolare.




